«Accoglienza, la Medici sbaglia»
Forza Italia attacca i grillini: «Non spetta ai cittadini ospitare i migranti»
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Hanno fatto discutere le osservazioni della consigliera del Movimento 5 stelle Monica Medici durante l’ultima seduta del Consiglio delle Terre d’Argine. «L’accoglienza dovrebbe essere un dare e non un prendere - ha esordito l’esponente grillina - Perché non si è mai pensato che a praticarla potrebbero essere i cittadini? Una volta nelle campagne era diffusa l’usanza di apparecchiare un posto in più perché qualche povero avrebbe potuto bussare alla porta. Dobbiamo tornare ad apparecchiare un posto in più come comunità e dire basta a questo business degli immigrati». Un’accoglienza, secondo Medici, che dovrebbe quindi essere fatta coinvolgendo direttamente i cittadini tramite associazioni e parrocchie per verificare soluzioni alternative alla gestione della cooperativa.
Parole, queste, che hanno scatenato la reazione del consigliere di Forza Italia, Roberto Benatti. «Da una parte abbiamo il sindaco Bellelli che, con 700 pratiche del terremoto ancora irrisolte - attacca Benatti - con il fondo per gli affitti per i carpigiani già finito e con la fila alla Caritas pensa a come accogliere più migranti possibili. Come sempre affidati alle solite coop. Noi, invece, facciamo nostre le parole che il vescovo Francesco Cavina ha rilasciato in un’intervista quando ha detto che “è necessari fare la carità a tutti senza badare al colore della pelle o alla condizione sociale, senza però dimenticarsi che bisogna sempre cominciare da chi ci sta intorno, dai più prossimi con opera di sano discernimento». (s.a.)
Parole, queste, che hanno scatenato la reazione del consigliere di Forza Italia, Roberto Benatti. «Da una parte abbiamo il sindaco Bellelli che, con 700 pratiche del terremoto ancora irrisolte - attacca Benatti - con il fondo per gli affitti per i carpigiani già finito e con la fila alla Caritas pensa a come accogliere più migranti possibili. Come sempre affidati alle solite coop. Noi, invece, facciamo nostre le parole che il vescovo Francesco Cavina ha rilasciato in un’intervista quando ha detto che “è necessari fare la carità a tutti senza badare al colore della pelle o alla condizione sociale, senza però dimenticarsi che bisogna sempre cominciare da chi ci sta intorno, dai più prossimi con opera di sano discernimento». (s.a.)
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