Antonio, un "cacciatore" modenese di splendide foto dal mondo della natura
Il fotografo modenese, gira il mondo per fotografare la flora e la fauna nei parchi o nel loro habitat: «I miei preferiti sono i grandi predatori»
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MODENA . Nato ad Aquino nel 1970, oggi residente a Modena, Antonio Macioce all’età di quindici anni si avvicina alla fotografia coniugandola alla passione per la natura. Le sue foto sono state pubblicate su diverse riviste fotografiche e naturalistiche, e Antonio è anche stato ospite in trasmissioni televisive Rai come Geo&Geo e Alle falde del Kilimangiaro, collabora con enti e Parchi Nazionali e Regionali, ed è affiliato all’Università Alma Mater di Bologna per tirocini con studenti.
«Organizzo workshop fotonaturalistici in tutto il territorio nazionale ed anche nei paesi confinanti. Fotografo la natura a 360 gradi e ho un amore viscerale per i grandi predatori italiani – racconta Antonio - Fin da piccolo ero attirato dagli animali, questa passione è nata anche grazie a mio padre che mi portava spesso al Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, e crescendo ho iniziato a lavorare per un fotografo, così mi sono innamorato della fotografia, e coniugare queste due grandi passioni è stato il passo successivo. Difficile dire qual è il mio scatto preferito, ne ho tanti e ad ognuno di essi sono legato per vari motivi, a qualcuno perché è stato molto difficile realizzarlo, ad altri magari perché si tratta di animali elusivi e rari. Una delle emozioni più forti che ho vissuto recentemente è stato l'incontro con un branco di lupi nel Parco Nazionale d'Abruzzo: li ho potuti osservare per due giorni consecutivi mentre consumavano una carcassa di un cavallo».
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Antonio fotografa non solo animali selvatici ma si dedica anche alla fotografia di paesaggio, fiori e piante. «Per fotografare gli animali selvatici, oltre ad avere un’ottima conoscenza delle tecniche fotografiche, bisogna conoscere i comportamenti e le abitudini della specie di nostro interesse, fare sopralluoghi nelle zone dove intendiamo effettuare gli appostamenti fotografici per poter ottimizzare al meglio quest'ultimi, e cosa indispensabile per ogni fotografo naturalista è la pazienza perché spesso si passano ore in appostamento al caldo torrido o al freddo estremo per molte ore senza realizzare neanche uno scatto, ma quando riusciamo a fotografare un animale a cui abbiamo dedicato giorni o mesi, veniamo ripagati da tutti i sacrifici fatti. Nel nostro territorio - conclude Antonio - sono molti gli animali che ho fotografato, sicuramente i più comuni sono gli ungulati, cioè capriolo, cervo, daino e cinghiale, ma ho avuto anche incontri con animali molto più elusivi come lupi ed aquile reali». Una selezione degli scatti di Macioce è visionabile sul sito www.antoniomacioce.com
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