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Code infinite in farmacia ed è emergenza insulina  

di Serena Arbizzi
Code infinite in farmacia ed è emergenza insulina  

Bighinetti, volontario di Adica: «Per prendere le medicine si perdono mattinate» Il problema riguarda oltre 750 diabetici: è scoppiato con l’abolizione della ricetta 

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Code interminabili, ore di attesa per acquistare farmaci che non sono un vezzo, ma strumenti necessari per la sopravvivenza.
Il centro unico di prenotazione non è il solo luogo dell’ospedale Ramazzini in cui si verificano forti disagi a causa delle lunghe attese. Anche la farmacia, come denunciano i pazienti, si è trasformata in un punto in cui diventa un’odissea raggiungere il proprio obiettivo: ovvero quello di procurarsi farmaci salvavita. Lo sanno bene i diabetici che a Carpi sono almeno 750 stando al numero di pazienti che fanno parte di Adica, l’associazione che riunisce chi soffre di questa patologia, e che si trovano costretti ad attendere con infinita pazienza che, a volte anche dopo ore, arrivi il loro turno.
«Una volta era possibile procurarsi i farmaci anche in altre farmacie oltre a quella dell’ospedale - spiega Guido Bighinetti, volontario di Adica - Abbiamo fatto diverse segnalazioni in merito perché più pazienti si sono lamentati. E per i diabetici che vanno in farmacia a prendere l’insulina non si tratta certo di uno scherzo: è una medicina che salva la vita... Succede, spesso, che al mattino si debbano perdere almeno due ore per riuscire ad essere serviti in farmacia. Al pomeriggio i tempi d’attesa si dimezzano, diventando di almeno un’ora. Ma non si scherza neanche in questo caso. Penso a chi ha un lavoro e non può permettersi di trascorrere troppo tempo a fare la coda».
Il problema, secondo il volontario, è nato con la sostituzione della classica “ricetta” con il piano terapeutico, ovvero il percorso individuale, diverso da paziente a paziente, che include le cure da affrontare. «Quando il medico dava la ricetta era possibile recarsi in qualsiasi farmacia - prosegue Bighinetti - Adesso, invece, con il piano terapeutico, ci si deve rivolgere solo a quella del Ramazzini, con conseguenti disagi. E non è un problema che riguarda soltanto noi diabetici. Ieri mattina ho calcolato che c’erano 17 persone con il ticket davanti a me, ma erano molte di più e in attesa di essere servite».
Contro questo cambiamento hanno scioperato le farmacie poche settimane fa. «La protesta è nata dal fatto che è stato tolto questo servizio - conclude Bighinetti - fondamentale per chi ha bisogno di farmaci salvavita».

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