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Modena, policlinico, spariscono portafogli dei malati

Modena, policlinico, spariscono portafogli dei malati

Tornano a colpire i ladri che approfittano degli spostamenti dei degenti per derubarli dei loro beni

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MODENA. «Le telecamere al Policlinico? Non servono, meglio attrezzarsi con una cassaforte». Da via Campi giunge una nuova denuncia per furto.
A presentarla un paziente del pronto soccorso, ricoverato, da lunedì a mercoledì.
«Siamo arrivati alle 17 del lunedì - ha raccontato l’intervistato che dell’episodio ha presentato regolare denuncia - e alle 19 siamo saliti in camera. Il fatto è successo martedì mattina. La mia ragazza era andata un attimo in bagno perché non c’era nella camera. Si sarà assentata per sette od otto minuti. Non ha trovato più il portafogli. Allora ho chiamato in ospedale per vedere se per caso c’era ancora, poi ho telefonato in banca per richiedere il blocco del bancomat. Sono andato in questura mentre lei è andata in ospedale, andando nel piano in cui eravamo ospitati per vedere se era rimasto nell’armadietto. Andando via ha parlato con l’infermiera, che le ha detto “Noi diciamo sempre di tenerlo sottomano ai pazienti”. Lunedì però appena siamo arrivati una di loro parlava con una guardia giurata. Secondo me era già successo».


Nel portafogli c’era il bancomat, che è stato usato per prelevare denaro. «Sono stati prelevati cinquecento euro - ha spiegato l’uomo - con una transazione avvenuta martedì alle 13.10. Il furto deve essere avvenuto tra le 10 e le 12.30 del giorno stesso. Non c’è modo di recuperare quei soldi perché non c’è un’assicurazione sulla carta. Poi ci sono tutte le questioni dei documenti e delle denunce».
L’ex ospite del Policlinico ha il sospetto si possa trattare di una persona che conosce bene il policlinico e sa come muoversi. «La borsa è rimasta lì - ha aggiunto l’intervistato - e c’erano anche i contanti, che non sono stati toccati». Lo scorso agosto al Policlinico era stato lanciato un piano sicurezza che prevedeva l’implementazione del numero di telecamere. «Nella nostra stanza non c’erano - ha ribadito l’uomo - mentre nel corridoio non ci ho fatto caso, non ricordo. Tre anni fa però ce n’era una in ogni stanza. Mi sembra un’assurdità che possano accadere episodi così. Ho fatto la denuncia alla polizia, ma ormai rubano anche nelle chiese e nei cimiteri. Uno va in ospedale perché ci sono dei problemi e se ne aggiungono altri. Quando abbiamo chiesto spiegazioni in sala c’è stato detto che è già il quinto episodio, non so se a marzo o quest’anno. Bisognerebbe attrezzarsi con una cassaforte in cui chiudere a chiave gli oggetti personali».
Gabriele Farina

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