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Palazzo ducale di Modena, restauro per la facciata

Palazzo ducale di Modena, restauro per la facciata

Firmato l’accordo per i lavori che interesseranno anche l’Osservatorio. Intanto è boom di visitatori: sono raddoppiati

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Con la firma di ieri tra il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il comandante dell'Accademia militare Salvatore Camporeale prende ufficialmente il via il restauro della facciata e dell'antico Osservatorio astronomico geofisico di Palazzo Ducale. E intanto crescono i visitatori delle sale storiche che lo scorso anno sono stati 4mila, cui vanno aggiunti quelli delle mostre per un totale di 30mila presenze.L'edificio di piazza Roma - fino al 1859 sede della corte estense e poi importante scuola militare per i sottoufficiali di esercito e carabinieri - presto risplenderà grazie a un appalto da 500mila euro forniti dal Ministero per i beni culturali. A gestire i fondi statali però sarà il Comune che nei prossimi anni avrà anche la possibilità di organizzare gli appalti riguardanti le future manutenzioni dell'ex ospedale Estense. «In questo modo - spiegano il sindaco e il generale Camporeale - migliorerà ancora di più l'accoglienza turistica già elevata di Palazzo Ducale. Il restauro è un passo decisivo nel percorso di valorizzazione di Palazzo Ducale, prestigiosa sede dell'Accademia militare e, non solo simbolicamente, elemento qualificante del progetto Ducato Estense sviluppato dal ministro Franceschini. Dal 2012, in cui i visitatori sono stati 2.173, nel 2016 sono praticamente raddoppiati arrivando a sfiorare quota 4mila senza contare gli altri ingressi che portano a circa 30mila i visitatori annui». Nell'operazione rientra anche il restauro del Salone d'onore di Palazzo Ducale, da tempo invisibile. Dopo che le rilevazioni tecniche effettuate nei mesi scorsi hanno evidenziato come sia stato eliminato, grazie all'intervento di riqualificazione e pedonalizzazione di piazza Roma, l'effetto dannoso per le strutture dell'edificio storico provocato dalle vibrazioni dovute al traffico veicolare. Questo intervento ha un valore di 250 mila euro ed è finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio e si interviene per porre rimedio a macchie d'umidità, fenomeni di distacco dell'intonaco affrescato, problemi alla pellicola pittorica. Il Comune organizza gli appalti, ma il controllo resta ovviamente della Soprintendenza unica di Bologna e Modena: «Del nostro ufficio di tutela architettonica - spiega il soprintendente unico Luigi Malnati - si occuperà del controllo di rito un architetto. Di questi restauri c'era bisogno ed è un progetto particolarmente complesso». L'importante intervento di manutenzione sul principale palazzo storico della città, sottoposta a vincoli essendo un importante luogo militare dello Stato non dovrebbe però lasciare passare in secondo ordine altre questioni. Sempre relativamente alla storia di Modena Capitale, infatti, va anche segnalata la chiusura della chiesa di San Vincenzo di corso Canalgrande. Il luogo anni fa è balzato alle cronache perché nel 2013 vi fu rubato il prezioso dipinto di Guercino ritrovato due mesi fa a Casablanca, in Marocco. Ma forse pochi sanno che la chiesa di San Vincenzo è il pantheon degli Este e conserva - praticamente invisibili da decenni - le tombe dei regnanti modenesi. Altri luoghi legati alla storia estense sono invece in corso di restauro. E' il caso di quella che era la cappella ducale, la chiesa di San Giorgio sulla quale è in corso un intervento di riqualificazione da parte della Regione. E poi c'è la chiesa di Sant'Agostino, chiusa dai tempi del terremoto: il Comune entro poche settimane darà il via al restauro che si concluderà nella primavera 2018. Stefano Luppi

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