Sei rapine in tre giorni, arrestato Cyrano
Giovanni d’Angelo era evaso dal carcere di Reggio e aveva colpito il Credem di Modena e la CariCento di Castelfranco
2 MINUTI DI LETTURA
Giovanni d’Angelo, detto “Cyrano” per il naso assai pronunciato, ha vissuto un novembre da leone. Fuggito dal carcere di Reggio dopo un permesso lavorativo, ha cercato di alzare qualche soldo andandolo a prendere dove credeva di poterne trovare tanti: in banca. Soltanto che non ha fatto i conti con i sistemi ormai temporizzati di apertura della cassaforte, inanellando una serie di figuracce, culminate con l’arresto a Bologna. Il reggiano - è originario di Montecchio - ha iniziato le sue scorribande da Modena dove il 9 novembre ha colpito al Credem di viale Storchi, riprovandoci il giorno dopo a Castelfranco alla filiale della Cassa di Risparmio di Cento. E nel terzo giorno di azione ha addirittura provato il blitz in tre istituti di credito nel Reggiano - a Sant’Ilario d’Enza è entrato al Credito Cooperativo, alla Carisbo e al Monte dei Paschi - finendo poi in manette a Bologna dopo aver rapinato una farmacia.
I colpi fuori dalla provincia modenese erano già stati contestati a Cyrano pressoché in tempo reale, mentre restavano ancora irrisolte le due rapine geminiane. Ora i carabinieri sono arrivati a chiudere il cerchio, contestando a D’Angelo le azioni di Modena e Castelfranco, avvenute con le stesse modalità operative.
Il 40enne, infatti, era entrato al Credem come un normale cliente, a volto scoperto, intorno alle 10 del mattino. Una volta giunto alla cassa e di fronte all’unica dipendente presente ha estratto il cutter, chiedendo di avere tutti i soldi disponibili. Lei ha allungato i 50 euro che stava maneggiando, spiegando che per il resto era necessario comunque attendere. Il bandito non ha voluto avere problemi, ha arraffato il poco denaro e si è dileguato con il magrissimo bottino. L’indomani è stata la volta di Castelfranco dove è andato in scena un copione analogo: intorno alle 13 è arrivato alla CariCento e con il cutter ha imposto all’impiegata di dargli i contanti. La cassa però era chiusa, ha anche provato ad attendere qualche minuto, ma ha dovuto presto alzare bandiera bianca. Era talmente tanto choccato che ha addirittura fatto fatica a trovare la strada per l’uscita. Così come a Modena sono stati i carabinieri a prendere in carico le indagini, partite da due certezze: la descrizione dettagliata del bandito e le immagini delle telecamere dei due istituti di credito. Ora è arrivata la conferma e D’Angelo è stato raggiunto da un’ordinanza di arresto, notificata in carcere dove si trova per i colpi a Bologna e Reggio.
Francesco Dondi
I colpi fuori dalla provincia modenese erano già stati contestati a Cyrano pressoché in tempo reale, mentre restavano ancora irrisolte le due rapine geminiane. Ora i carabinieri sono arrivati a chiudere il cerchio, contestando a D’Angelo le azioni di Modena e Castelfranco, avvenute con le stesse modalità operative.
Il 40enne, infatti, era entrato al Credem come un normale cliente, a volto scoperto, intorno alle 10 del mattino. Una volta giunto alla cassa e di fronte all’unica dipendente presente ha estratto il cutter, chiedendo di avere tutti i soldi disponibili. Lei ha allungato i 50 euro che stava maneggiando, spiegando che per il resto era necessario comunque attendere. Il bandito non ha voluto avere problemi, ha arraffato il poco denaro e si è dileguato con il magrissimo bottino. L’indomani è stata la volta di Castelfranco dove è andato in scena un copione analogo: intorno alle 13 è arrivato alla CariCento e con il cutter ha imposto all’impiegata di dargli i contanti. La cassa però era chiusa, ha anche provato ad attendere qualche minuto, ma ha dovuto presto alzare bandiera bianca. Era talmente tanto choccato che ha addirittura fatto fatica a trovare la strada per l’uscita. Così come a Modena sono stati i carabinieri a prendere in carico le indagini, partite da due certezze: la descrizione dettagliata del bandito e le immagini delle telecamere dei due istituti di credito. Ora è arrivata la conferma e D’Angelo è stato raggiunto da un’ordinanza di arresto, notificata in carcere dove si trova per i colpi a Bologna e Reggio.
Francesco Dondi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
