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Boschi in fiamme, arrestato il piromane 

Boschi in fiamme, arrestato il piromane 

Pavullo. I carabinieri lo intercettano dopo l’ultimo incendio: aveva ancora in auto innesco e accendino

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PAVULLO. Cinque incendi di sterpaglie tra il venerdì notte e il sabato mattina nei dintorni di Pavullo vogliono dire una cosa sola: un piromane. Ma ha già finito, perché la sua ultima azione gli è stata fatale. È stato sorpreso praticamente in flagranza il 67enne C.I., residente nei dintorni del capoluogo, con tanto di Diavolina e accendino pronto all’uso. I carabinieri del Nucleo radiomobile lo hanno intercettato ieri mentre con la sua Polo tentava di andarsene dalla Malandrone-Coscogno (la sp 36 che collega le frazioni di Pavullo e Serra), dove si erano succeduti tre incendi dalle 7 in avanti, per complessivi 2mila metri di terreno (sul posto i vigili del fuoco di Sassuolo e di Pavullo). E questo dopo una notte in cui i pompieri di Pavullo erano già dovuti uscire altre due volte, sempre per sottobosco e sterpaglie in fiamme: prima a Miceno (verso le 21.15) e poi a Montebonello (alle 23) per fortuna non roghi gravi. Evidente però la volontà di qualcuno di “scatenarsi” dopo che già mercoledì l’incendio a Sant'Antonio nei boschi dietro alla Mirage, aveva fatto sorgere molti dubbi. Ma è stato l’exploit del Malandrone a incastrare il pensionato. Troppi tre episodi in una strada: qualcuno ha notato qualcosa di strano e ha avvertito i carabinieri, che sul posto in un attimo hanno individuato il sospetto mentre tentava la fuga. Non si è fermato all’alt subito, poi però ha capito che era finita. Incensurato, ha confessato di essere lui il piromane di Malandrone, e delle zone attorno a Pavullo (con probabilità pure Miceno e Montebonello). Non aveva un perché, ciò che non gli ha evitato l’arresto per incendio boschivo doloso.
Daniele Montanari

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