Cucina mai consegnata: il mutuo va restituito tutto . Battaglia vinta da una modenese
Il Tribunale civile lo annulla e condanna la finanziaria a ridare soldi e interessi: non vale la clausola che il prestito era estraneo dai rapporti tra cliente e negozio
MODENA Se la costosa cucina non viene consegnata dal negozio di arredamento, l’agenzia che ha finanziato l’acquisto non può far valere un codicillo nel contratto di mutuo per dichiarare che il finanziamento è slegato da qualsiasi problema tra cliente e venditore. Il Tribunale civile di Modena ha infatti spiegato che è vessatoria e non ha valore una simile clausola tra le pieghe di un testo che già impegnava l’acquirente a pagare tutto il mutuo fino alla fine pur non avendo mai ricevuto la cucina. La finanziaria è stata così condannata a restituire tutto il credito incassato.
Anche se la causa risale a pochi anni fa, la vicenda riguarda un acquisto fatto nel 2008. Una modenese aveva deciso di comperare una cucina di prima categoria arrivando ad accordarsi su un prezzo di 10mila euro tondi. Tremila li ha pagati subito e settemila li ha finanziati con la finanziaria che eroga mutui della Intesa San Paolo.
Ma la cucina non arrivava mai, i mesi passavano e la cliente è stata costretta a mandare una diffida al negozio. Tutto inutile. Gli anni sono trascorsi senza che il negozio consegnasse il pezzo.
La cliente, però, ha dovuto pagare il mutuo e gli interessi fino all’ultima rata. La doccia fredda è arrivata subito dopo, quando la finanziaria ha fatto sapere che non avrebbe mai restituito quei 7mila euro. Non aveva nessuna importanza se la cucina finanziata non era mai arrivata. In un codicillo del contratto firmato c’era infatti scritto che l’agenzia «non ha alcun rapporto di esclusiva con l’esercizio convenzionato ed è estranea ai rapporti tra il cliente e l’esercizio convenzionato per la merce e i servizi forniti». In altre parole, qualunque cosa fa il negozio, la finanziaria va avanti a riscuotere il mutuo.
Non solo: chiamata in causa dalla cliente, la finanziaria ricorda al giudice che «non può configurarsi alcun collegamento negoziale tra il contratto di finanziamento concluso con la cliente e il contratto di compravendita». Ma la modenese aveva denunciato anche il negozio. In questo senso il giudice – ricordando come tutte le recenti leggi sono a protezione del consumatore - arriva a una prima conclusione: tra il contratto di compravendita e quello di finanziamento esiste un chiaro collegamento negoziale. Il codicillo invocato dalla finanziaria è di fatto una clausola vessatoria e quindi nulla, tenendo conto delle leggi per i consumatori. E l’inadempienza del venditore «comporta la nullità del contratto di mutuo per difetto di causa». Siccome nell’affare esisteva uno stretto collegamento tra la compravendita e il finanziamento, il giudice ritiene che la mancata consegna della cucina comperata comporta lo scioglimento del mutuo per finanziarla.
Durante la causa, la cliente ha fatto sapere che stava cercando di arrivare a un accordo con il negoziante. Per questo il giudice dichiara inammissibile la sua richiesta di annullare anche il contratto di acquisto ma la compravendita della cucina e il mutuo per finanziarne l’acquisto sono un tutt’uno. Infine il fatto che la cliente abbia pagato tutte le rate e abbia aspettato due anni prima di mettere in mora il finanziatore non cambia niente: non esistono termini di decadenza per chiedere indietro i soldi. Nel contratto di finanziamento – nota il giudice – era espressamente previsto che il consumatore non potesse per nessun motivo sospendere il pagamento delle rate, neppure in caso di inadempimento del venditore. Per questi motivi la Neos Finance deve restituire alla cliente i 7000 euro con gli interessi. Il giudice autorizza Neos Finance a fare domanda di manleva nei confronti del negozio dato che non ha mai giustificato la mancata consegna.+
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