Gazzetta di Modena

Modena

Parliamoci. Trasparenti ma anche no. di Enrico Grazioli

di ENRICO GRAZIOLI
Beppe Grillo
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Beppe Grillo

Il contrario di trasparenza è opacità. Il contrario di opacità è trasparenza. In nome della trasparenza in contrasto con l’opacità di una lunghissima stagione politica, il Movimento 5 Stelle ha...

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Il contrario di trasparenza è opacità. Il contrario di opacità è trasparenza. In nome della trasparenza in contrasto con l’opacità di una lunghissima stagione politica, il Movimento 5 Stelle ha conquistato un ruolo centrale sulla scena italiana, accreditandosi come unica alternativa possibile (nella sostanza delle idee e anche nelle forme della partecipazione) a quanto mostra di avere il fiatone. In ragione di una persistente opacità che fa a pugni con i proclami e gli impegni di trasparenza, il Movimento stesso rischia di non completare la propria affermazione: non tanto e non solo in termini di voti, quanto nella fiducia intima dei cittadini che a un portatore sano di una svolta davvero radicale e innovatrice sarebbero potenzialmente interessati ad affidare la delega a farsi carico delle proprie speranze, della soluzione dei guai che affliggono le comunità in cui si vive.

Il caso del blog di Beppe Grillo (strumento chiave della gestione del Movimento) di cui il responsabile davanti alla legge non è lo stesso Grillo ma un gentile signore di Modena da tempo suo amico (e non si sa cos’altro) non è solo questione di forma, ma di sostanza: tenersi in qualche modo le mani libere, anche solo di fronte a una querela, non è fonte di chiarezza, lascia qualcosa in sospeso.

Annullare il responso delle primarie di Genova (comunque già filtrate dagli algoritmi a maglie rigide di Casaleggio, che poco ha a che vedere con la declamata democrazia diretta), imporre un candidato sindaco diverso da quello indicato dagli iscritti senza dire perché è una mossa opaca: attiene al fideismo, più che alla fiducia e, appunto, alla limpidezza. E potrà solo alimentare dubbi e tensioni anche fra gli attivisti già costretti ad assistere a lotte, delegittimazioni ed espulsioni quasi mai alla luce del sole, né a quella della proverbiale rete.

Attivisti la cui passione e il cui contributo sincero a un bene comune, per quanto dai contorni ancora vaghi, sono una risorsa per il Paese. Ma rischiano di rimanere solo benzina per la macchina del capo, che a ogni sgommata può trovarsi con un buco nella gomma. Salvo poi dire che è un complotto della Casta, dei poteri forti e di quant’altro: un velo di opaca retorica alla lunga molto meno efficace della trasparenza.

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