Check up completo per il patrimonio
Come capire se all’interno del mio asse ereditario ho un problema? Come rendere più efficiente la pianificazione successoria? Cosa fare per ridurre al minimo il carico fiscale? Usufrutto, polizze,...
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Come capire se all’interno del mio asse ereditario ho un problema? Come rendere più efficiente la pianificazione successoria? Cosa fare per ridurre al minimo il carico fiscale? Usufrutto, polizze, trust? Partiamo con ordine.
Primo passaggio: il reperimento della documentazione e il check up completo. Inizialmente dovrò scegliere un professionista con competenze trasversali che attui una vera e propria cernita di tutto il mio patrimonio: aziendale, immobiliare, mobiliare (titoli, investimenti). Questo punto è determinante più della scelta dello strumento che seguirà.
È fondamentale per diversi motivi. Il primo, perché alla domanda: “che valore ha il mio patrimonio?” nessuno di noi è in grado di rispondere in modo esatto, ma ancor più se si sbaglia l’analisi preventiva lo strumento che seguirà potrebbe essere inefficace, inefficiente o ancor più inutile, potrebbe non sortire la soluzione patrimoniale fiscalmente desiderata, seguendo la normativa vigente.
Esempi sono il caso Del Vecchio (Luxottica) o il caso Caprotti (Esselunga): tanti figli, tante mogli, un po’ di sovrapposizioni e soprattutto la leggerezza nelle scelte iniziali che ha determinato tensioni familiari e un guazzabuglio patrimoniale ereditario evitabile.
Nel primo passaggio il reperimento della documentazione e l’assoluta trasparenza con il professionista (vero e proprio confessore), l’informazione completa quindi, nel rispetto della privacy, sono d’obbligo. Oggi le leggi si stanno adeguando alla società, ad esempio la convivenza, che pur essendo normata (legge 20 maggio n.76, in vigore dal 5 giugno del 2016) in “semplice”, “registrata” e “regolata con contratto” determina un’imposizione fino all’8% (senza franchigia sul valore netto), ad essa quindi è ancora preferibile l’unione civile o il matrimonio (4% coniuge e parenti in linea retta). Qualora quindi io non mi muova per riconoscere diritti al mio compagno/a è probabile che, alla mia dipartita, non sia garantita nulla o poco contrariamente al mio volere. Dichiarare le mie volontà o modificarle deve dare seguito ad azioni dirette sul patrimonio.
Il reperimento della documentazione è quindi fondamentale e deve riguardare: stato di famiglia, attività/passività bancarie, fondi pensione, azienda, partecipazioni, beni immobili, polizze. Proprio su questo punto, ultimamente abbiamo letto relativamente al caso Raggi: beneficiaria infatti di alcune polizze unit-linked (che non formano l’asse ereditario e quindi strumenti utilizzati al fine di trasferire il premio versato e i rendimenti, esenti da imposte di successione articolo 12 del Decr.Leg. 346/1990). Non tutti sanno che, sebbene il sindaco di Roma sia venuta alla ribalta, sulle stesse polizze permane l’obbligo di riservatezza sui dati dei beneficiari (Cassazione sentenza 17790 dell’8 settembre 2015) e inoltre esiste la possibilità di determinare beneficiari anche fuori dall’asse ereditario, senza ledere la quota di legittima: un convivente, una persona amata, con la possibilità, se le cose cambiano, di modificare i beneficiari con semplice raccomandata. Ancora rispondono alla necessità di elargire da subito cifre alle persone da me indicate alla mia dipartita, garantendone la liquidazione di cifre in tempi più rapidi rispetto la chiusura della successione.
Anche i valori artistici oppure le donazioni effettive, devono rientrare nel quadro completo dei miei asset, insomma una foto di me e del mio patrimonio, non scordandosi ad esempio anche del mondo www, ovvero password, iscrizioni a siti, conti online, abbonamenti, tutto ciò che potrebbe essere utilizzato in modo improprio nel momento della mia dipartita; sempre consigliabile creare un raccoglitore completo di tutti i vari documenti con password aggiornate, volontà o testamento e consegnarlo a un professionista oppure conservarlo in un luogo sicuro in modo da renderlo efficace alla mia dipartita. Da qui si attuerà l’analisi patrimoniale di competenza del professionista a cui ci si appoggia e di cui parleremo nel prossimo appuntamento.
Umberto Artioli Gnoli
www.artiolignoli.com
info@artiolignoli.com
Primo passaggio: il reperimento della documentazione e il check up completo. Inizialmente dovrò scegliere un professionista con competenze trasversali che attui una vera e propria cernita di tutto il mio patrimonio: aziendale, immobiliare, mobiliare (titoli, investimenti). Questo punto è determinante più della scelta dello strumento che seguirà.
È fondamentale per diversi motivi. Il primo, perché alla domanda: “che valore ha il mio patrimonio?” nessuno di noi è in grado di rispondere in modo esatto, ma ancor più se si sbaglia l’analisi preventiva lo strumento che seguirà potrebbe essere inefficace, inefficiente o ancor più inutile, potrebbe non sortire la soluzione patrimoniale fiscalmente desiderata, seguendo la normativa vigente.
Esempi sono il caso Del Vecchio (Luxottica) o il caso Caprotti (Esselunga): tanti figli, tante mogli, un po’ di sovrapposizioni e soprattutto la leggerezza nelle scelte iniziali che ha determinato tensioni familiari e un guazzabuglio patrimoniale ereditario evitabile.
Nel primo passaggio il reperimento della documentazione e l’assoluta trasparenza con il professionista (vero e proprio confessore), l’informazione completa quindi, nel rispetto della privacy, sono d’obbligo. Oggi le leggi si stanno adeguando alla società, ad esempio la convivenza, che pur essendo normata (legge 20 maggio n.76, in vigore dal 5 giugno del 2016) in “semplice”, “registrata” e “regolata con contratto” determina un’imposizione fino all’8% (senza franchigia sul valore netto), ad essa quindi è ancora preferibile l’unione civile o il matrimonio (4% coniuge e parenti in linea retta). Qualora quindi io non mi muova per riconoscere diritti al mio compagno/a è probabile che, alla mia dipartita, non sia garantita nulla o poco contrariamente al mio volere. Dichiarare le mie volontà o modificarle deve dare seguito ad azioni dirette sul patrimonio.
Il reperimento della documentazione è quindi fondamentale e deve riguardare: stato di famiglia, attività/passività bancarie, fondi pensione, azienda, partecipazioni, beni immobili, polizze. Proprio su questo punto, ultimamente abbiamo letto relativamente al caso Raggi: beneficiaria infatti di alcune polizze unit-linked (che non formano l’asse ereditario e quindi strumenti utilizzati al fine di trasferire il premio versato e i rendimenti, esenti da imposte di successione articolo 12 del Decr.Leg. 346/1990). Non tutti sanno che, sebbene il sindaco di Roma sia venuta alla ribalta, sulle stesse polizze permane l’obbligo di riservatezza sui dati dei beneficiari (Cassazione sentenza 17790 dell’8 settembre 2015) e inoltre esiste la possibilità di determinare beneficiari anche fuori dall’asse ereditario, senza ledere la quota di legittima: un convivente, una persona amata, con la possibilità, se le cose cambiano, di modificare i beneficiari con semplice raccomandata. Ancora rispondono alla necessità di elargire da subito cifre alle persone da me indicate alla mia dipartita, garantendone la liquidazione di cifre in tempi più rapidi rispetto la chiusura della successione.
Anche i valori artistici oppure le donazioni effettive, devono rientrare nel quadro completo dei miei asset, insomma una foto di me e del mio patrimonio, non scordandosi ad esempio anche del mondo www, ovvero password, iscrizioni a siti, conti online, abbonamenti, tutto ciò che potrebbe essere utilizzato in modo improprio nel momento della mia dipartita; sempre consigliabile creare un raccoglitore completo di tutti i vari documenti con password aggiornate, volontà o testamento e consegnarlo a un professionista oppure conservarlo in un luogo sicuro in modo da renderlo efficace alla mia dipartita. Da qui si attuerà l’analisi patrimoniale di competenza del professionista a cui ci si appoggia e di cui parleremo nel prossimo appuntamento.
Umberto Artioli Gnoli
www.artiolignoli.com
info@artiolignoli.com
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