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Io lavoro/Cavezzo, Claudia e Rachele: ripartire dal profumo dei fiori

di Serena Fregni
Io lavoro/Cavezzo, Claudia e Rachele: ripartire dal profumo dei fiori

La svolta di Rachele Malavolti, 33 anni e Claudia Marchetti, 36, dopo la laurea cambiano vita con un negozio innovativo nato dopo il terremoto nei container di Cavezzo 5.9 e ora finalmente in una sede in murature

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CAVEZZO. «Eravamo appena tornate dalle vacanze estive, ci siamo guadate in faccia e ci siamo dette che dovevamo cambiare, fare qualcosa di diverso». Questo è stato il primo passo per Rachele Malavolti, 33 anni e Claudia Marchetti, 36, verso la grande svolta lavorativa. Una laurea in beni culturali per Rachele, il sogno di lavorare in ambito museale e un lavoro temporaneo in un'azienda di maglieria, per Claudia invece una laurea in Giurisprudenza e la professione di avvocato, entrambi però non erano i lavori che loro volevano fare, la strada che volevano seguire. Nel settembre 2012, quando la Bassa modenese era appena stata colpita dal terremoto, loro hanno deciso di aprire un negozio di fiori nel famoso "5.9" a Cavezzo e da lì non si sono più fermate.

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Oggi "Fiori & Co." è un negozio nuovo in una nuova location dopo lo smantellamento, avvenuto qualche mese fa del 5.9 ma che profuma di vintage, con fiori, candele, tante profumazioni e le ragazze, dopo aver conseguito il diploma europeo di fioriste, si sentono soddisfatte e appagate. Un luogo dove si respira aria di casa e di amore, quella che le due socie mettono ogni giorno in quello che fanno. E traspare.
2012: cosa è successo in quel settembre di cinque anni fa?
Rachele: «Eravamo appena tornate da una vacanza insieme, siamo amiche e cognate nella vita, ma tutte e due non volevamo ritornare ai nostri lavori, non era un capriccio ma la realtà, volevamo provare a fare altro, qualcosa che ci appagasse davvero. Io sentivo che non era la mia strada come anche Claudia e avevamo entrambe una grande passione per i fiori e le piante. Il 5.9 era appena nato e cercavano proprio un fiorista e così uno di quei locali è diventato il nostro negozio di fiori».
Claudia: «Vista la nostra passione per i fiori ci siamo dette, perché non provare? Cosa abbiamo da perdere? Ci siamo lanciate, abbiamo preso il diploma in fiorista europeo e iniziato ad allestire il nostro negozio».
Come è cambiata la vostra vita e quotidianità?
Claudia: «Se prima avevamo degli orari lavorativi oggi non ci sono più. A volte restiamo in negozio anche dopo la chiusura in particolare quando abbiamo matrimoni o eventi importanti da organizzare, si lavora anche il fine settimana e sicuramente la mole di lavoro è aumentata ma eravamo consapevoli di questo cambiamento e del sacrificio che ci aspettava».
Rachele: «Esatto, quando hai una attività propria non ti puoi permettere di fare i tuoi orari, la disponibilità è la prima componente in un'attività del genere ed è molto apprezzata dai clienti. Noi abbiamo voluto rischiare anche se un po' di consapevolezza e razionalità ci vuole sempre».
Rischiare con consapevolezza, come si fa?
Rachele: «Si studiano attentamente tutte le spese e si cerca di risparmiare dove si può per poter poi gestire eventuali spese future. Noi siamo state fortunate ad avere due famiglie che sono state le prime a sostenerci e ad aiutarci, il sostegno di chi ti ama è fondamentale per intraprendere una strada del genere. Il rischio ci sarà sempre perché non si ha mai la sicurezza di nulla al 100% ma ogni tanto va preso».
In questi 5 anni ne avete fatta di strada, rimpianti?
Rachele: «No, assolutamente. Ritornerei indietro e rifarei tutto perché è stata la scelta migliore della mia vita».
Claudia: «Oggi guardiamo questo posto con fierezza e gioia, pensare che lo mandiamo avanti noi, tra mille sacrifici, io sono anche mamma di due bambini e so cosa vuol dire, come tante mamme lavoratrici, lavorare anche 12 ore al giorno. È dura ma almeno siamo contente e felici di andare al lavoro».

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