«Contro la criminalità serve certezza della pena»
di Andrea Gilioli
Il sindaco Claudio Pistoni lancia il grido d’allarme a nome dei cittadini esasperati «Servono nuove carceri: la capienza è ridotta, il sovraffollamento un problema»
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«I delinquenti, indipendentemente dal colore della pelle, quando vengono presi devono scontare effettivamente una pena. Servono nuove carceri? Costruiamole». Questo il grido, rivolto alla politica nazionale dal sindaco Claudio Pistoni, in risposta ai cittadini, allarmati dai frequenti episodi di criminalità.
«Noi facciamo tutto il possibile - ha spiegato il primo cittadino - potenziando le telecamere, cercando di educare i cittadini e aiutando polizia e carabinieri. Penso che le forze dell’ordine stiano lavorando molto bene. Il problema però è sempre lo stesso: servono pene certe. E su questo punto servirebbe un intervento del legislatore». Posizioni che, a primo impatto, parrebbero più proprie di un sindaco di destra, e che, invece, a testimonianza, forse, di come l’allarme criminalità sia stringente e di difficile soluzione, appartengono anche alla giunta sassolese a marca Pd. Il sindaco Pistoni, a sostegno della sua tesi, ha citato “Dei delitti e delle pene”, opera del celebre illuminista Cesare Beccaria.
«Era contrario alla pena di morte - ha detto Pistoni - ma ha sempre sostenuto con forza che fosse indispensabile una pena certa. Indipendentemente dal colore della pelle o dalla religione, chi commette reati deve andare in carcere, scontare una pena. Purtroppo, in Italia succede troppo spesso che chi commette reati alla fine rimane libero, o ritorna in libertà poche ore dopo aver rubato. Sembra un discorso semplicistico, quasi da bar, ma è davvero così e questo sistema non va affatto bene, perché vanifica il lavoro delle forze dell'ordine».
Il sindaco di Sassuolo, sulla scorta di quanto fatto, negli ultimi decenni, da decine e decine di politici, magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine, invoca un intervento del legislatore. «Se servono delle carceri, perché la capienza è ridotta e c’è sovraffollamento - continua Pistoni - bisogna costruirne di nuove». Il tema della certezza della pena, secondo Pistoni, è insuperabile. A poco, infatti, servono tutti gli altri interventi: se manca una pena certa che senso ha prevedere nuove norme incriminartici e realizzare infrastrutture e sistemi per identificare i criminali? Il primo cittadino, si è detto inoltre perplesso anche rispetto ai nuovi strumenti concessi ai sindaci in materia di sicurezza. «Come Anci ci stiamo lamentando - ha affermato - perché ci sono alcuni piccoli reati che non sono stati riconosciuti come tali nel famoso decreto sicurezza. Si pensi alla qualificazione come estorsione dell’attività dei posteggiatori abusivi, che consentirebbe di reprimere efficacemente il fenomeno. Non va meglio nemmeno per le ordinanze del questore (decreti di allontanamento dal Comune e provvedimenti simili), che sono prive di sanzione penale nel caso non vengano osservate. Si parla anche di Daspo per accattoni molesti e soggetti pericolosi ma il problema è sempre l’efficacia. Servono sempre e comunque pene certe, perché solo così ci potranno essere meno delinquenti in giro, e perciò meno furti, meno borseggi, meno rapine».
«Noi facciamo tutto il possibile - ha spiegato il primo cittadino - potenziando le telecamere, cercando di educare i cittadini e aiutando polizia e carabinieri. Penso che le forze dell’ordine stiano lavorando molto bene. Il problema però è sempre lo stesso: servono pene certe. E su questo punto servirebbe un intervento del legislatore». Posizioni che, a primo impatto, parrebbero più proprie di un sindaco di destra, e che, invece, a testimonianza, forse, di come l’allarme criminalità sia stringente e di difficile soluzione, appartengono anche alla giunta sassolese a marca Pd. Il sindaco Pistoni, a sostegno della sua tesi, ha citato “Dei delitti e delle pene”, opera del celebre illuminista Cesare Beccaria.
«Era contrario alla pena di morte - ha detto Pistoni - ma ha sempre sostenuto con forza che fosse indispensabile una pena certa. Indipendentemente dal colore della pelle o dalla religione, chi commette reati deve andare in carcere, scontare una pena. Purtroppo, in Italia succede troppo spesso che chi commette reati alla fine rimane libero, o ritorna in libertà poche ore dopo aver rubato. Sembra un discorso semplicistico, quasi da bar, ma è davvero così e questo sistema non va affatto bene, perché vanifica il lavoro delle forze dell'ordine».
Il sindaco di Sassuolo, sulla scorta di quanto fatto, negli ultimi decenni, da decine e decine di politici, magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine, invoca un intervento del legislatore. «Se servono delle carceri, perché la capienza è ridotta e c’è sovraffollamento - continua Pistoni - bisogna costruirne di nuove». Il tema della certezza della pena, secondo Pistoni, è insuperabile. A poco, infatti, servono tutti gli altri interventi: se manca una pena certa che senso ha prevedere nuove norme incriminartici e realizzare infrastrutture e sistemi per identificare i criminali? Il primo cittadino, si è detto inoltre perplesso anche rispetto ai nuovi strumenti concessi ai sindaci in materia di sicurezza. «Come Anci ci stiamo lamentando - ha affermato - perché ci sono alcuni piccoli reati che non sono stati riconosciuti come tali nel famoso decreto sicurezza. Si pensi alla qualificazione come estorsione dell’attività dei posteggiatori abusivi, che consentirebbe di reprimere efficacemente il fenomeno. Non va meglio nemmeno per le ordinanze del questore (decreti di allontanamento dal Comune e provvedimenti simili), che sono prive di sanzione penale nel caso non vengano osservate. Si parla anche di Daspo per accattoni molesti e soggetti pericolosi ma il problema è sempre l’efficacia. Servono sempre e comunque pene certe, perché solo così ci potranno essere meno delinquenti in giro, e perciò meno furti, meno borseggi, meno rapine».
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