CASTELVETRO. LAVORAZIONE CARNI
Fimar minaccia di chiudere
Il settore della lavorazione carni è sempre in subbuglio e tra le aziende in maggiore difficoltà c’è Fimar Carni di Solignano di Castelvetro, dove i reparti produttivi sono chiusi da venti giorni con...
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Il settore della lavorazione carni è sempre in subbuglio e tra le aziende in maggiore difficoltà c’è Fimar Carni di Solignano di Castelvetro, dove i reparti produttivi sono chiusi da venti giorni con i lavoratori collocati in ferie forzate. Motivazione: la mancanza di ordini.
Secondo la famiglia Fiandri, proprietaria dell'azienda, nessun acquirente sarebbe disposto a subentrare nell'attività e ci sarebbe solo la chiusura. Lo segnala il sindacato Flai-Cgil di Vignola, ricordando che è «a seguito della revoca del concordato Parmacotto che la società ha subito una contrazione dell'attività. In particolare sono a rischio i posti di 27 lavoratori diretti e di un'altra trentina di addetti somministrati o in appalto. Se la cessazione dell'attività, in seguito alle nuove disposizioni previste dal Jobs Act, non dà diritto ad alcun ammortizzatore sociale in costanza di rapporto di lavoro, i lavoratori Fimar verrebbero licenziati percependo solo l'indennità di disoccupazione ordinaria, la "Naspi", per un periodo massimo di 24 mesi».
Cgil chiede che «a ogni possibile acquirente di farsi carico anche del mantenimento degli attuali posti di lavoro».
Domani è previsto un presidio davanti all’azienda.
Secondo la famiglia Fiandri, proprietaria dell'azienda, nessun acquirente sarebbe disposto a subentrare nell'attività e ci sarebbe solo la chiusura. Lo segnala il sindacato Flai-Cgil di Vignola, ricordando che è «a seguito della revoca del concordato Parmacotto che la società ha subito una contrazione dell'attività. In particolare sono a rischio i posti di 27 lavoratori diretti e di un'altra trentina di addetti somministrati o in appalto. Se la cessazione dell'attività, in seguito alle nuove disposizioni previste dal Jobs Act, non dà diritto ad alcun ammortizzatore sociale in costanza di rapporto di lavoro, i lavoratori Fimar verrebbero licenziati percependo solo l'indennità di disoccupazione ordinaria, la "Naspi", per un periodo massimo di 24 mesi».
Cgil chiede che «a ogni possibile acquirente di farsi carico anche del mantenimento degli attuali posti di lavoro».
Domani è previsto un presidio davanti all’azienda.
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