Gazzetta di Modena

Modena

Giornate Fai, in crociera sul Panaro a vedere le antiche ville

di Stefano Luppi
Giornate Fai, in crociera sul Panaro a vedere le antiche ville

Il Fai ripristina la storica navigazione del fiume per sabato e domenica Visitabili anche il Castello di Montegibbio e Portovecchio di Mirandola

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BOMPORTO. Le “Giornate Fai di primavera”, in programma sabato e domenica, quest’anno “esplorano” la provincia, permettendo ai visitatori di accedere a luoghi storici di solito inaccessibili.
E i volontari del Fondo per l’ambiente italiano - gli aderenti e 250 alunni delle scuole modenesi utilizzati come “ciceroni”, cioè come guide dei luoghi - quest’anno organizzano anche una crociera lungo il Panaro.
Non si percorreva in barca questo tratto di fiume del Naviglio da quasi un secolo, da quando la navigazione venne sostituita in maniera stabile dalle comunicazioni stradali.
Per l’occasione il Fai di Modena propone tre iniziative di visita: il Castello di Montegibbio e della prospiciente Villa Barbolini Cionini, a Sassuolo, il V Centro Allevamento Quadrupedi della Difesa con il Palazzo di Portovecchio a San Martino Spino, nel Mirandolese, e la cosiddetta Riviera del Panaro.
L’ultimo è un itinerario che, seguendo il corso del fiume, si snoda tra lo splendido “Sostegno” settecentesco di Bomporto, le celebri ville sulla sponda sinistra del fiume, e il “borgo fluviale” di Solara.
«Quest’ultimo percorso - spiega il capodelegazione Fai Vittorio Cavani - intende riscoprire una via d’acqua che per quasi un millennio ha collegato Modena al Po e quindi a Venezia, influendo sostanzialmente sullo sviluppo urbanistico, architettonico e paesaggistico del territorio circostante. Territorio che dal XVII secolo è stato meta privilegiata di villeggiatura delle più abbienti famiglie modenesi, di cui rimane testimonianza nelle splendide residenze, purtroppo gravemente danneggiate dal sisma del 2012, di cui sarà possibile visitare le pertinenze esterne come nel caso di villa Cavazza, villa Cavicchioli e villa Bruini-Federzoni. Oltre a ciò per la prima volta, dopo quasi cento anni, sarà possibile percorrere il tratto di fiume compreso tra la confluenza del Naviglio nel Panaro e villa Cavazza, grazie anche sul supporto dell’associazione Remiera Euganea, di Aipo e del Comune di Bomporto».
Ma i tesori della provincia aperti quest’anno sono molti: «Il castello di Montegibbio - continua Cavani - è un meraviglioso fortilizio che sorge sui primi rilievi collinari a sud di Sassuolo, contraddistinti da presenze archeologiche di età romana e da fenomeni naturali, come salse ed affioramenti di idrocarburi. Dopo distruzioni provocate da terremoti, da abbandoni, da passaggi di proprietà, il castello ebbe un’importante fase ricostruttiva voluta dalla famiglia Borsari e non lontano dal castello sorge residenze come Rocchetta Cionini. E poi c’è la meraviglia storica di Portovecchio, per la prima volta visibile dall’esterno: è un sito oggi militare che servì agli Este e ai Pico poi divenuto centro di allevamento dell’Esercito».
Ieri alla presentazione hanno partecipato anche gli amministratori coinvolti nell’iniziativa che, lo ricordiamo, è alla venticinquesima edizione, è nazionale e coinvolge mille siti di 400 località italiane aperti grazie a 7500 volontari e 35mila giovane guide. Maino Benatti, sindaco di Mirandola ricorda che «Portovecchio è del Demanio a cui abbiamo chiesto di poterlo gestire perché sta cadendo in degrado. Ma ci sono troppi vincoli della Soprintendenza e di questo passo cadrà, per questo abbiamo fatto ricorso sperando sia possibile intervenire lasciando sì una testimonianza degli antichi Barchessoni ma facendoci anche altro».
Le iniziative sono molte e vanno prenotate, informazioni sul sito www. giornatefai.it

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