La IV G del Liceo Tassoni vince le Romanae Disputationes
«La tecnica è limite e possibilità». Se pensate sia una frase ideata da qualche filosofo forse non sbagliate. Di sicuro, chi l’ha pronunciata ha vinto un concorso nazionale a Roma. Sono sei studenti...
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«La tecnica è limite e possibilità». Se pensate sia una frase ideata da qualche filosofo forse non sbagliate. Di sicuro, chi l’ha pronunciata ha vinto un concorso nazionale a Roma. Sono sei studenti della IV G del liceo scientifico Tassoni, vincitori delle Romanae Disputationes. I giovani hanno preparato un elaborato dal titolo “Meditazioni sul logos e la techne” che ha conquistato la giuria nella sezione “Scritti Junior”. Filosofia e tecnologia si sono fuse nel loro testo in un’altalena… da viaggio. Il protagonista è uno studente che decide di marinare la scuola. “Che senso ha andare?”, si chiede. Entra in un bar e matura una riflessione, ispirata al Faust: il desiderio di conoscenza è di per sé un valore. Il pensiero lo rincuora e allora prosegue il viaggio. A bordo di un treno trova un testo sulla dialettica illuminista. Sfogliando le pagine apprende che la tecnica ha portato alla manipolazione sull’uomo. Un’idea che fa riaccendere in lui il senso di pessimismo e di rassegnazione. Sceso dal vagone, trova una panchina in cui pensa alla figura di Prometeo. Il fuoco da lui donato agli uomini simboleggia la tecnica, consegnata all’uomo per l’uomo. Una speranza che lo accompagna. Scopre che esistono confini sottili tra il prodigio e la rovina, l’ideale e la realtà. Nell’ultima scena è in riva al mare e medita sulle onde. Se esse rimangono i loro limiti conservano la loro identità e così può fare l’uomo. «I ragazzi si sono divertiti a inventare queste situazioni - ha riconosciuto Angela Prandi, docente di storia e filosofia che li ha seguiti durante il progetto (iniziato a novembre) - e sono riusciti a trasformare la filosofia in un vissuto». Emozionante il racconto dell’insegnante sulla vigilia della vittoria. «Appena la giuria ha iniziato a leggere il verdetto nell’Aula magna della Pontificia Università di San Tommaso c’è stato un silenzio assoluto - ha aggiunto la professoressa - perché ogni gruppo voleva indovinare il giudizio. Appena hanno detto il termine “meditazioni” è albeggiata la speranza. Una volta letto il titolo i ragazzi sono rimasti paralizzati». Per la docente è stata «un’esperienza piacevolissima», rafforzata da due elementi. «Il testo sarà pubblicato su I quaderni della ricerca da Loescher - ha ripreso Prandi - e abbiamo ribadito che la filosofia non è un cumulo informe di astrazione, ma è pensiero al servizio della vita». (g.f.)
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