Gazzetta di Modena

Modena

«La lezione di Biagi è sempre viva» 

di Stefano Luppi
«La lezione di Biagi è sempre viva» 

C ommosso ricordo all’Auditorium del professore barbaramente ucciso dalle Br

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«Sono ormai 15 anni senza il professor Marco Biagi - spiega commosso l’amico Marcello Pedrazzoli dell’Università di Bologna - e li sentiamo tutti anche in questa fase: lui sarebbe stato utilissimo per migliorare tutti i progetti di cui si sta discutendo nel mondo del lavoro. Resta il dolore irrimediabile per il suo assassinio, così come per quello di Massimo D’Antona; la follia umana non è mai così esecrabile».
C’erano tutti i suoi amici e colleghi ieri alla Fondazione Biagi a ricordare il giuslavorista dell’Università di Modena e Reggio Marco Biagi, ucciso dalle nuove Brigate rosse il 19 marzo 2002. Una mattinata - la parte iniziale di due giorni di convegno intitolato “Digital and smart work” - che è servita a ricordare il lungo e importante lavoro che il professore emiliano portò avanti. Lavoro stroncato brutalmente, a Bologna, sotto casa, appunto 15 anni fa. In una sala purtroppo piena solo a metà - tanti comunque gli studenti - hanno parlato prima dei convegnisti il rettore Angelo Andrisano, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore regionale Patrizio Bianchi, l’ex ministro Tiziano Treu e Andrea Landi che a Economia di Biagi fu il preside di facoltà.
Tiziano Treu spiega che «Le idee di Biagi sono nate in convegni proprio come questo di Modena anche perché il suo intento era quello di migliorare la competitività e il mondo del lavoro compresa la situazione delle imprese. Diceva che ci sono troppi veti e distorsioni ideologiche, ancora non terminate, basta vedere che sui voucher si è scelto di fare prevalere la prevaricazione sulla intelligenza dell’utilizzo degli strumenti».
L’economista Andrea Landi ha spiegato che «Biagi era un riferimento anche perché era il delegato del rettore nel mondo del lavoro, in un’epoca in cui si attuava la complessa riforma universitaria. Fondamentale era per lui, ad esempio, il tirocinio formativo che rendemmo obbligatorio e oggi l’alternanza scuola-lavoro è una realtà. Ricordo bene anche il patto per l’occupabilità che firmammo appena dopo la morte: è drammatico che le istituzioni non siano riuscite a salvare uno dei migliori uomini».
Per l’assessore regionaale al lavoro Patrizio Bianchi «Abbiamo in Regione un patto di legislatura sul lavoro e portiamo avanti la sua lezione» mentre il rettore Andrisano ricorda: «Ci frequentammo da giovani e poi qui in ateneo, Biagi è stato un maestro ineguagliato nel diritto del lavoro. Dava le migliori garanzie ai giovani».
Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli aveva salutato con queste parole: «Ricordiamo il Biagi coraggioso ed instancabile ricercatore che lavorava per dare nuove risposte ad una società e ad un mondo del lavoro che stavano radicalmente cambiando e continuano a cambiare. Quel cambiamento lui l’aveva intuito prima di altri e anche per questo il calo della disoccupazione a Modena, scesa dall'8,7% al 6,6%, è un dato estremamente positivo ma non sufficiente».

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