azienda di concordia
Martini Light, firmata la tregua
Acconto dello stipendio ai 105 lavoratori, ma sindacati in allerta
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Tregua, almeno fino a lunedì e sempre a patto che oggi arrivino il 20% degli stipendi arretrati: è l’accordo sancito in municipio a Concordia tra i sindacati e i vertici della Martini Light, azienda che sta attraversando un momento piuttosto critico. Il saldo delle spettanze arriverà invece il 10 aprile mentre da maggio torneranno i pagamenti puntuali con in aggiunta le due mensilità di inizio anno mai versate.
«Non possiamo ritenerci completamente soddisfatti della proposta aziendale - dicono Alessandro Santini Fiom/Cgil e Alessandro Gamba Fim/Cisl – ma sottolineiamo come, per l’ennesima volta in questi mesi, i lavoratori della Martini Light abbiano dimostrato grande senso di responsabilità. Questa è però l’ultima occasione per l’impresa di recuperare credibilità verso i dipendenti che non sono più disposti a tollerare mancanze».
L’auspicio delle rappresentanze sindacali era quello di vedersi offrire almeno la metà dei soldi non ancora versati, ma l’azienda ha sostenuto al tavolo di non poter essere in grado, oggi, di andare oltre quanto proposto. C’è poi la promessa di tentare di trovare un nuovo business in aree non ancora esplorate.
«Questo è attualmente l’unico modo per dare continuità al lavoro - continuano i sindacati impegnati al tavolo - ma va ricordata all’impresa la sua responsabilità sociale, l’impegno necessario che un imprenditore deve mettere per uscire da questa difficoltà senza continuare a pretendere sacrifici inaffrontabili da lavoratori che non possono non pagare mutui o bollette Servono risposte perché ormai la situazione è a un punto morto».
Oggi riprende dunque il lavoro e l’impresa, scaduto il contratto di solidarietà, si appoggerà a partire dal primo aprile ad una cassa integrazione che servirà a tamponare eventuali cali di lavoro ancora imprevedibili, ma che non verrà utilizzata in modo “selvaggio” e sarà concertata con le Rsu.
«Non possiamo ritenerci completamente soddisfatti della proposta aziendale - dicono Alessandro Santini Fiom/Cgil e Alessandro Gamba Fim/Cisl – ma sottolineiamo come, per l’ennesima volta in questi mesi, i lavoratori della Martini Light abbiano dimostrato grande senso di responsabilità. Questa è però l’ultima occasione per l’impresa di recuperare credibilità verso i dipendenti che non sono più disposti a tollerare mancanze».
L’auspicio delle rappresentanze sindacali era quello di vedersi offrire almeno la metà dei soldi non ancora versati, ma l’azienda ha sostenuto al tavolo di non poter essere in grado, oggi, di andare oltre quanto proposto. C’è poi la promessa di tentare di trovare un nuovo business in aree non ancora esplorate.
«Questo è attualmente l’unico modo per dare continuità al lavoro - continuano i sindacati impegnati al tavolo - ma va ricordata all’impresa la sua responsabilità sociale, l’impegno necessario che un imprenditore deve mettere per uscire da questa difficoltà senza continuare a pretendere sacrifici inaffrontabili da lavoratori che non possono non pagare mutui o bollette Servono risposte perché ormai la situazione è a un punto morto».
Oggi riprende dunque il lavoro e l’impresa, scaduto il contratto di solidarietà, si appoggerà a partire dal primo aprile ad una cassa integrazione che servirà a tamponare eventuali cali di lavoro ancora imprevedibili, ma che non verrà utilizzata in modo “selvaggio” e sarà concertata con le Rsu.
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