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Modena, spiraglio per ottenere gli ammortizzatori nella vertenza Edis

di Stefano Turcato
Modena, spiraglio per ottenere gli ammortizzatori nella vertenza Edis

Ieri un tavolo in Confindustria: nessuna concessione dall’azienda ma ci sarà un altro incontro a breve termine

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È solo un piccolo spiraglio che si apre nel muro eretto dall’azienda Edis ma dall’incontro di ieri in Confindustria Modena un passo avanti, rispetto all’immobilismo che aveva caratterizzato le settimane precedenti, è stato compiuto.
La vertenza Edis si era aperta quando la nuova proprietà dell’impresa di Modena, che produce album di figurine, aveva annunciato 52 esuberi su 92 lavoratori assunti.
La nuova proprietà è il Gruppo Sinigaglia di Villamarzana (Rovigo), che l’anno scorso aveva acquisito l’azienda da Antonio Panini. Dopo pochi mesi l’annuncio degli esuberi e l’apertura di una vertenza particolarmente difficoltosa di fronte al totale, rigido rifiuto di concedere gli ammortizzatori sociali ai lavoratori da licenziare. Lavoratori che per l’80% sono donne e in molti casi si tratta di persone non di origine modenese ma che si erano trasferite a Modena proprio per avere questo lavoro alla Edis. Ora per molti di loro non soltanto il licenziamento ma anche la minaccia di non potere godere della cassa integrazione. Va aggiunto che questi lavoratori hanno una buona professionalità ma specifica per un settore che, perlomeno nell’area modenese, non può consentire facilmente nuove collocazioni perché, Panini a parte, non ci sono altre realtà che si occupano di album di figurine. Ieri l’incontro in Confindustria Modena, dove per la parte aziendale, oltre a un rappresentante della sede modenese dell’associazione, erano presenti il direttore dello stabilimento Edis e un dirigente di Confindustria Rovigo ma nessun componente della proprietà. Dall’altra parte tre rappresentanti sindacali.
Molto drastica la posizione della parte datoriale, che ha ripetutamente ribadito di non potere prescindere dai licenziamenti previsti dal Piano industriale, oltre all’impossibilità di consentire la cassa integrazione straordinaria. La ragione sarebbe di natura giuridica ma nessuno fra i sindacalisti ha avuto riscontro della fondatezza di questa motivazione, che sarebbe determinata dalle nuove normative sulla cassa integrazione. In un secondo tempo si è passati a motivare il rifiuto con un ipotetico orientamento ministeriale a non concedere la cassa integrazione in questi casi.
La trattativa ha poi trovato uno sbocco solo quando i rappresentanti del Gruppo Sinigaglia hanno accettato di portare la richiesta per gli ammortizzatori alla proprietà e di aggiornarsi a un nuovo incontro a breve termine.

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