Gazzetta di Modena

Modena

RIFORMA MADIA 

Via i dipendenti del Comune dalle aziende partecipate

Dai consigli di amministrazione delle società partecipate dal Comune si dovranno dimettere, come prevede la normativa della cosiddetta riforma Madia, i dipendenti comunali che svolgevano l’incarico a...

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Dai consigli di amministrazione delle società partecipate dal Comune si dovranno dimettere, come prevede la normativa della cosiddetta riforma Madia, i dipendenti comunali che svolgevano l’incarico a costo zero per essere sostituiti con altri amministratori non dipendenti pubblici, mentre il controllo contabile dovrà essere affidato a società di revisione. Sono due delle principali novità che emergono dal Piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie presentato ieri in commissione consiliare Risorse dall’assessore al Bilancio Ludovica Carla Ferrari in vista del passaggio in Consiglio comunale previsto la prossima settimana. Dopo la razionalizzazione effettuata nel 2015 (con lo scioglimento di Hsst, l’uscita del Comune da Modenamoremio e la vendita delle azioni Bper), per il 2017 c’è la conferma della necessità, già prevista nel 2015, di uscire da Promo e da Banca Etica. «Nel primo caso – ha spiegato Ferrari – si tratta di completare un percorso avviato in accordo con la Camera di commercio, mentre per Banca Etica il Consiglio comunale aveva votato un ordine del giorno per mantenere la partecipazione azionaria (775 azioni per un valore di circa 40 mila euro), ma i pronunciamenti della Corte dei conti sulla situazione di altri Comuni sono chiari nell’affermare che questa partecipazione non sia indispensabile al perseguimento delle finalità istituzionali. Valuteremo quindi insieme al Consiglio altre modalità». Lo scorso anno il Comune ha offerto supporto alle società controllate che dovevano modificare lo statuto(Cambiamo, Formodena, Amo). Le società da dove nelle prossime settimane si dimetteranno dai cda i dipendenti comunali sono Cambiamo e Formodena. «Non sarà semplice – ha specificato l’assessore – visto che si tratta di incarichi di responsabilità che venivano assolti a costo zero e ora, dovremo quindi individuare cittadini – ha spiegato Ferrari – disposti ad assumersi queste responsabilità gratuitamente».

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