Ausl chiude appartamento: «Scarsa igiene»
Serramazzoni. Sarà sgomberato e messo in sicurezza: «Condizioni pessime e impianti irregolari»
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SERRAMAZZONI. Dovrà essere sgomberato e messo in sicurezza a Serra l’appartamento oggetto del sopralluogo che lo scorso 9 marzo ha visto impegnati carabinieri (il maresciallo Mantini), polizia municipale (l’ispettore Parenti), tecnici comunali e personale Ausl. L’azienda sanitaria infatti ha messo a verbale pesanti criticità riscontrate al civico 176/1 di via Giardini nord, nella palazzina all’ingresso del paese dove una volta c’era il distributore Fina. E sulla base di questo il vicesindaco Simone Gianaroli ha emesso un’ordinanza con prescrizioni molto nette. Innanzitutto, il «divieto assoluto che l’appartamento sia occupato e/o utilizzato in via temporanea o permanente fino alla completa esecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria». Quindi, entro 60 giorni dalla notifica, l’esecuzione dei lavori necessari «tesi al ripristino di adeguate condizioni di salubrità, a tutela della sicurezza igienico-sanitaria e dell'incolumità delle persone». Con la raccomandazione che la pulizia sia seguita «da idonea conduzione da mantenere nel tempo» onde evitare recidiva. Sempre entro due mesi bisognerà poi procedere anche alla rimozione di alcune lastre in cemento-amianto rinvenute nell’area esterna. Il sopralluogo urgente era stato richiesto dai carabinieri, che avevano riscontrato un quadro problematico nell’ambito di un’operazione eseguita nei giorni scorsi. E l’Ausl ha dato piena conferma ai loro timori, documentando nell’appartamento seminterrato sul retro condizioni allarmanti. «L’alloggio – si legge infatti nel verbale - si presenta maleodorante ed in pessime condizioni igienico sanitarie. Pareti, pavimenti ed arredi appaiono luridi; attrezzature ed elettrodomestici, così come gli infissi, sono danneggiati e talvolta inservibili; effetti personali, abbigliamento e residui di cibo restano disordinatamente dispersi negli ambienti. Si segnala inoltre presenza di umidità e muffe diffuse in alcuni punti delle pareti perimetrali, nonché sanitari del bagno danneggiati, con wc pressoché inutilizzabile». Criticità riscontrate anche nell’impianto elettrico: «È realizzato parzialmente sottotraccia – si sottolinea - ed appare danneggiato e manomesso in più punti (deviatori, scatole di derivazione, prolunghe ecc), talvolta con opere provvisorie e palesemente irregolari». Non certo un luogo adatto da abitare, insomma, nonostante lo fosse quando il proprietario lo aveva consegnato vuoto a due giovani marocchini (non profughi). Nei confronti dei quali peraltro aveva ormai in esecuzione un decreto di sfratto perché da tempo non gli pagavano l’affitto. Così lasciano casa comunque: risolti i problemi di notifica relativi al marocchino intestatario del contratto, ora l’ordinanza è effettiva. (dm)
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