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Carimonte Holding abbandona Unicredit e perde 356 milioni 

Carimonte Holding abbandona Unicredit e perde 356 milioni 

La società controllata dalla Fondazione Cassa di Modena proseguirà l’attività puntando sulle partecipazioni rimaste

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Carimonte Holding, società controllata da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha ceduto le proprie partecipazioni in banca Unicredit e ha chiuso il 2016 con un passivo di 356 milioni di euro. Sono alcuni dei dati salienti che risultano dalla relazione del Cda sulla gestione, allegata al bilancio 2016 della società.
Dal maggio 2016 presidente di Carimonte Holding è il modenese Domenico Livio Trombone, a tutti noto come Mimmo, e nel Cda siede tuttora l’ex sindaco di Pavullo ed ex deputato Ivano Miglioli.
Dalla relazione del Cda emerge che oltre 64 milioni di azioni Unicredit sono state vendute tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017, prima del maxi aumento di capitale da 13 miliardi della banca.
Nel dettaglio tra il 29 novembre e il 15 dicembre 2016 Carimonte, uno dei soci storici di Unicredit insieme a Cariverona e Crt, ha venduto sul mercato 48,3 milioni di titoli Unicredit a un prezzo medio di 2,257 euro. Il controvalore incassato, pari a circa 109 milioni, ha comportato una minusvalenza di oltre 153 milioni rispetto ai valori di carico. A fine 2016, quindi, a Carimonte erano rimaste in portafoglio 46 milioni di azioni Unicredit, trasferite dal portafoglio immobilizzato a quello circolante. Il 31 gennaio scorso, in seguito alla scadenza di contratti derivati siglati anch'essi tra novembre e dicembre, sono stati poi venduti altri 16 milioni di titoli a un prezzo medio di 2,18 euro per un controvalore di 34,9 milioni (51,9 milioni in meno del valore di carico di 86,8 milioni). Prima dell'aumento di capitale di Unicredit, Carimonte aveva infine riassegnato le azioni rimanenti alle fondazioni azioniste (Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna e Fondazione Cassa di risparmio di Modena) per consentire agli enti «di assumere le decisioni sull'operazione in piena autonomia». La relazione evidenzia poi che a causa «dei risultati negativi conseguiti dalle operazioni finanziarie quali la cessione di azioni Unicredit, la valutazione delle stesse a valori di mercato, comprese le obbligazioni convertibili in azioni Unicredit, conseguenti al loro trasferimento al portafoglio titoli non immobilizzato, Carimonte ha chiuso il 2016 con una perdita da 356 milioni, contro un utile di 25,8 milioni nell'esercizio precedente». La Fondazione Cassa di risparmio di Modena ha in seguito annunciato l'adesione all'aumento di capitale della banca con un esborso di 85 milioni, passando dall’1,4% allo 0,5%, mentre la Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna si è impegnata fino al 60% della quota di spettanza per un esborso di circa 11 milioni.
Carimonte, in ogni caso, prosegue la propria azione nonostante la perdita dei titoli Unicredit. «Per il 2017 - dice la relazione - l'attività della società continuerà a essere concentrata nella gestione delle partecipazioni. Il portafoglio residuo di Carimonte Holding, costituito anche da partecipazioni in società come Enel, Hera, Aeroporto Marconi e Poste Italiane, mostra una consistenza patrimoniale e una capacità di produrre reddito».
Stefano Turcato

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