«Come se fosse stata bombardata»
Leonardo Piccinini, storico dell’arte: «È un danno ingente ma riparabile»
2 MINUTI DI LETTURA
Ancora non si sa la data del rientro del Guercino trafugato a Modena e recuperato in Marocco, ma già varie personalità dell’arte, come il professore universitario Daniele Benati e la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli, chiedono sia organizzata una mostra-dossier dell’opera che dovrà però subire un restauro. Nell’attesa lo storico dell’arte Leonardo Piccinini, modenese, fa una riflessione più profonda: «Il danno, anzi lo sfregio subito, fa pensare alle opere danneggiate dalla bomba agli Uffizi di anni fa. Il 30% di tela rovinata è tantissimo e nell’attesa del lungo restauro occorre però fare anche altro. Va riaperta la chiesa di San Vincenzo che la ospita, anche perché siamo nei 400 anni dalla fondazione dei Teatini che la vollero. Sarebbe una occasione altamente simbolica: quello è un luogo di culto e anche un monumento della nostra storia visto che ospita il Pantheon degli Este. Ricordo che Modena è parte dell’Unità d’Italia da 156 anni, ma è stata capitale per 250 e per altri 300 città ducale con Ferrara. E’ la nostra storia, inoltre le chiese chiuse sono sempre alla mercé dei ladri e non del pubblico. Non siamo solo la città di Vasco Rossi». E proprio oggi e domani a Piacenza del pittore di Cento si discuterà nel corso di un convegno internazionale a Palazzo Farnese. Qui è in corso la mostra monografica dell’artista e a pochi metri si può visitare anche gli affreschi salendo sulla cupola della cattedrale piacentina. Il convegno, curato da Daniele Benati e David Stone vede anche la partecipazione tra gli altri di Andrea Emiliani, Antonella Gigli, Keith Christiansen. (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
