Modena, quartiere Madonnina: «Fonderia chiusa nel 2022? Questa è una presa in giro»
Rabbia tra i residenti della Madonnina dopo l’annuncio della Giunta Muzzarelli «Emissioni pericolose, non vogliamo respirarle altri 5 anni». Esposti in arrivo
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«Se la fonderia è pericolosa oggi non vogliamo aspettare il 2022!». Il comitato RespiriaMO aria pulita Modena è appena nato, ma è già stanco delle promesse.
Guidati dall’avvocato Chiara Costetti, in oltre cento si sono riuniti nella sala della Beata Vergine Mediatrice. Intendono chiedere gli atti almeno dal 2000 a oggi sulle fonderie della zona per poi far partire un esposto o una denuncia. «Quando Muzzarelli vedrà la richiesta di accesso agli atti li metterà sul sito - ha commentato il legale, citando il decreto legislativo 195/2005 - sarà stata una svista, magari li pubblica prima.
Non si sa mai che in uno slancio di zelo le amministrazioni ci aiutino per avere un confronto informato, circostanziato e utile». Il riferimento è all’assemblea pubblica del prossimo martedì 4 aprile, anticipata ieri dal Comune. Dal municipio sostengono che «lo stabilimento delle Fonderie cooperative riunite di Modena verrà chiuso entro il 31 gennaio 2022». Una frase a cui credono poco i partecipanti, che chiedono di studiare le carte anche per la fonderia Fulvio Ponzoni in via Cesare Della Chiesa.
«La fonderia di via Zarlati se ne doveva andare nel 2012 - ha denunciato un uomo - ma poi è stata rinnovata la convenzione per altri dieci anni. Anche un documento scritto non serve, una promessa del sindaco non vale nulla!».
«La fonderia inquina dal 1981 - ha ripreso un perito chimico in pensione - e si vede perché i fumi in controluce sono scuri. Se l’industria è insalubre, per legge deve avere i depuratori. Se non li hanno, sono passibili di sanzione».
Tante le domande che i cittadini hanno posto, firmando la delega per la richiesta di accesso agli atti. Vogliono conoscere “lo stato dell’aria, dell’atmosfera, dell’acqua, del suolo, del sottosuolo, nel raggio di cinque chilometri dalla sede delle attività”; inoltre, se vi siano “fattori riconducibili alle attività quali sostanze, rumori, rifiuti di qualsivoglia natura, emissioni, scarichi, sversamenti ed altri rilasci nell’ambiente che incidono, possono incidere, avere inciso sugli elementi dell’ambiente”. Hanno richiesto una sfilza di documenti (dalle autorizzazioni ai pareri) non soltanto al Comune, ma anche alla Provincia, alla Regione, all’Agenzia ambientale della Regione Emilia Romagna e all’Azienda sanitaria locale di Modena. Alcune loro preoccupazioni riguardano i controlli: si fanno? Ogni quanto? Non è che la fonderia mette tutto a posto in prossimità di essi e poi riprende come se nulla fosse?
«Quest’estate ho telefonato numerose volte all’Arpae - ha ripreso un secondo legale - che ha mandato un tecnico a mezzanotte, all’una. Una volta mi hanno detto che le analisi non sono così belle perché ci sono problemi. L’unica strada che abbiamo è quella della denuncia penale».
«Arpae dovrebbe o non dovrebbe trasmettere gli atti in Procura? - ha risposto Costetti - Capite perché è importante fare domanda di accessi agli atti». La residente ha detto «basta alle leggende metropolitane», ricordando quanto delicato sia il tema. «Oltre alla puzza ci sono le polveri - ha concluso la togata - che si deposita sui davanzali, sulle macchine e va nei polmoni. I primi interessati sono i bambini. Le polveri possono arrivare a cinque chilometri dalla fonderia: è un problema della città».
Gabriele Farina
Guidati dall’avvocato Chiara Costetti, in oltre cento si sono riuniti nella sala della Beata Vergine Mediatrice. Intendono chiedere gli atti almeno dal 2000 a oggi sulle fonderie della zona per poi far partire un esposto o una denuncia. «Quando Muzzarelli vedrà la richiesta di accesso agli atti li metterà sul sito - ha commentato il legale, citando il decreto legislativo 195/2005 - sarà stata una svista, magari li pubblica prima.
Non si sa mai che in uno slancio di zelo le amministrazioni ci aiutino per avere un confronto informato, circostanziato e utile». Il riferimento è all’assemblea pubblica del prossimo martedì 4 aprile, anticipata ieri dal Comune. Dal municipio sostengono che «lo stabilimento delle Fonderie cooperative riunite di Modena verrà chiuso entro il 31 gennaio 2022». Una frase a cui credono poco i partecipanti, che chiedono di studiare le carte anche per la fonderia Fulvio Ponzoni in via Cesare Della Chiesa.
«La fonderia di via Zarlati se ne doveva andare nel 2012 - ha denunciato un uomo - ma poi è stata rinnovata la convenzione per altri dieci anni. Anche un documento scritto non serve, una promessa del sindaco non vale nulla!».
«La fonderia inquina dal 1981 - ha ripreso un perito chimico in pensione - e si vede perché i fumi in controluce sono scuri. Se l’industria è insalubre, per legge deve avere i depuratori. Se non li hanno, sono passibili di sanzione».
Tante le domande che i cittadini hanno posto, firmando la delega per la richiesta di accesso agli atti. Vogliono conoscere “lo stato dell’aria, dell’atmosfera, dell’acqua, del suolo, del sottosuolo, nel raggio di cinque chilometri dalla sede delle attività”; inoltre, se vi siano “fattori riconducibili alle attività quali sostanze, rumori, rifiuti di qualsivoglia natura, emissioni, scarichi, sversamenti ed altri rilasci nell’ambiente che incidono, possono incidere, avere inciso sugli elementi dell’ambiente”. Hanno richiesto una sfilza di documenti (dalle autorizzazioni ai pareri) non soltanto al Comune, ma anche alla Provincia, alla Regione, all’Agenzia ambientale della Regione Emilia Romagna e all’Azienda sanitaria locale di Modena. Alcune loro preoccupazioni riguardano i controlli: si fanno? Ogni quanto? Non è che la fonderia mette tutto a posto in prossimità di essi e poi riprende come se nulla fosse?
«Quest’estate ho telefonato numerose volte all’Arpae - ha ripreso un secondo legale - che ha mandato un tecnico a mezzanotte, all’una. Una volta mi hanno detto che le analisi non sono così belle perché ci sono problemi. L’unica strada che abbiamo è quella della denuncia penale».
«Arpae dovrebbe o non dovrebbe trasmettere gli atti in Procura? - ha risposto Costetti - Capite perché è importante fare domanda di accessi agli atti». La residente ha detto «basta alle leggende metropolitane», ricordando quanto delicato sia il tema. «Oltre alla puzza ci sono le polveri - ha concluso la togata - che si deposita sui davanzali, sulle macchine e va nei polmoni. I primi interessati sono i bambini. Le polveri possono arrivare a cinque chilometri dalla fonderia: è un problema della città».
Gabriele Farina
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