Gazzetta di Modena

Modena

Sparita nel 2014 ritrovata  due anni dopo

Il furto del Guercino, scoperto il 13 agosto 2014, destò clamore in tutta Italia visto il valore culturale ed economico della grande tela diventata un inaspettato “bottino”. Tanti si stupirono perché...

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Il furto del Guercino, scoperto il 13 agosto 2014, destò clamore in tutta Italia visto il valore culturale ed economico della grande tela diventata un inaspettato “bottino”. Tanti si stupirono perché quel quadro, uno dei pochissimi dell’artista seicentesco ancora conservato in una chiesa, doveva essere in realtà protettissimo.
Qualche stupore, anche su giornali stranieri, fu suscitato dal fatto che San Vincenzo aveva un impianto di allarme nuovo ma spento ed è in centro a un passo dal Tribunale e dalla Procura, luoghi protetti giorno e notte dall’esercito. Ancora non si sa come l’opera sia giunta in Marocco, quel che è certo è che all’indomani del furto le forze dell’ordine cittadine, la Scientifica, l’Interpol, i carabinieri del nucleo di Tutela del Ministero dei beni culturali si attivarono immediatamente. Nel frattempo venne anche “sentito” come persona informata sui fatti il parroco di San Vincenzo don Gianni Gherardi che spiegò come il quadro fosse protetto da un allarme - finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio - ma che fosse al momento disattivato perché terminati i finanziamenti relativi al suo funzionamento. Non si comprendeva e ancora non si comprende come il noto quadro sia giunto in Marocco e per questo anche una volta rientrato il Guercino ci sarà da lavorare nel Paese nordafricano, a Modena e probabilmente anche alla frontiera dell’Italia. (s.l.)

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