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«Va migliorata ma l’Europa serve» 

«Va migliorata ma l’Europa serve» 

Letta a Modena evita i temi Pd e guarda alle poliitche internazionali

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Il sistema Europa da cambiare, qualche critica - con disappunto dal pubblico - al progetto universitario “Erasmus” e preoccupazione per la democrazia diretta che sarebbe in pericolo a causa dei populismi imperanti oggi in mezzo mondo. Lunedì sera l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta era a Palazzo Europa, presso il centro Ferrari a presentare, davanti a una sala strapiena, il suo ultimo libro “Contro venti e maree. Idee sull’Europa e l’Italia” appena edito dal Mulino.
Letta oggi, pur restando membro del Pd, è un professore a Parigi dov’è a capo della “Scuola di affari internazionali” e la gente lo ricorda soprattutto per quel “#enricostaisereno” scritto da Renzi su Twitter. Letta era presidente del Consiglio e il nuovo segretario del Pd lo defenestrò in modi che molti ancora oggi giudicano poco riguardoso nel confronti della carica. Letta, più volte giovane ministro negli anni passati, è stato introdotto da Marco Damilano, vicedirettore de L’Espresso, l’esponente Pd Paolo Negro, il presidente del Ferrari Giovanni Manzini e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.
Ritorno al futuro. «Penso - dice Letta - che l’elezione di Trump in America e la Brexit siano eventi collegati. Mi colpisce molto che per la prima volta vince non chi propone slogan per il futuro, ma chi torna al passato. Dobbiamo capire perché la gente su questi due casi ha votato così: secondo me è per lo spaesamento causato dalla globalizzazione la causa principale. Digitale e lavoro. «E’ una balla che il digitale crei tanti posti di lavoro quanti ne distrugge e le cose si complicano: hanno ragione gli albergatori che protestano o airbnb? Quando finisce la mediazione arrivano i conflitti.»
L’uomo forte. «E’ l’epoca delle leadership forti, da Trump a Orban da Erdogan a Putin. Fino a qualche anno fa vinceva l’economia e la politica era debole, ma oggi il contrario presenta problemi».
Democrazia rappresentativa. «Alcuni politici fanno quel che dicono di voler fare in campagna elettorale, ma ci sono problemi anche se così Trump ci obbliga a divenire adulti».
Europa. «Io non la difendo così com’è, perché è saltato il patto che univa la comunità in una collettività abituata a passi avanti piccoli e sicuri. Oggi c’è richiesta di istituzioni che ci aiutino, ma capiamo che l’Europa per l’Italia è stata fondamentale perché avremmo fatto la fine dell’Argentina o della Grecia».
Erasmus. «Oggi è un limite perché parla solo a una fetta della nostra società, tagliando fuori una larga parte che non a caso ha votato Trump». Andreatta. Al centro di molte riflessioni di Letta anche il lavoro dell’esponente democristiano “maestro” di molti politici di centro sinistra, tra cui Romano Prodi. Una figura di riferimento ancora oggi anche per una ampia ala del Pd anche modenese.
In sala tra tanta gente comune anche molti volti della politica come l’ex presidente della Provincia Emilio Sabattini, l’ex sindaco Giorgio Pighi e l’ex numero 1 di Sassuolo Graziano Pattuzzi.
Stefano Luppi

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