Case: mercato in crescita, prezzi in calo
«Il mercato immobiliare modenese esprime alcuni segnali incoraggianti, accompagnati dal permanere di alcune aree di debolezza. Un elemento certamente positivo riguarda il mercato residenziale: nel...
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«Il mercato immobiliare modenese esprime alcuni segnali incoraggianti, accompagnati dal permanere di alcune aree di debolezza. Un elemento certamente positivo riguarda il mercato residenziale: nel corso del 2016 si è registrata una crescita rilevante delle compravendite di abitazioni (+26,6%), tanto da riportare il mercato sui livelli pre-crisi. Più complessa è la situazione del mercato non residenziale, dove sono sì aumentate le compravendite (+14,6% rispetto all’anno precedente), ma dove allo stesso tempo i volumi transati rimangono ancora contenuti e inferiori al 2011». È quanto emerge dal primo osservatorio sul mercato immobiliare 2017 di Nomisma.
Il mercato residenziale modenese è caratterizzato dall’apparente dicotomia tra il trend delle compravendite e quello dei prezzi. Da un lato, la crescita della domanda ha portato nel corso d’anno a un significativo aumento delle compravendite residenziali; dall’altro, i prezzi non hanno risentito in maniera diretta di questo incremento della domanda e hanno confermato un’ulteriore variazione annuale negativa (-2,7% per il nuovo e -2,3% per l’usato). Oltre il 70% delle compravendite residenziali concluse nell’ultimo anno a Modena è sostenuto da un mutuo, a fronte di una percentuale che negli anni precedenti si attestava attorno al 50%. Considerando il segmento delle locazioni la domanda appare in crescita, come anche i canoni (+0,2% in media). Rimane ancora piuttosto fiacco il mercato degli uffici, ne consegue un trend dei prezzi (-3,6%) e dei canoni (-2,2%) non solo negativo, ma anche in peggioramento rispetto all’anno precedente.
In questo senso, la contenuta riduzione dei tempi di vendita (12 mesi) e di locazione (7 mesi) è da leggere come la conseguenza di un mercato di dimensioni ridotte, in cui l’esigua domanda che si esprime viene soddisfatta in tempi meno lunghi.
L’andamento del comparto commerciale modenese appare ancora poco dinamico. In particolare, la domanda di acquisto è debole e in calo, a fronte di un’offerta stabile. Il risultato è un ulteriore calo dei prezzi (-2,8% in media). L’effetto di questa dinamica si registra soprattutto sui negozi periferici, per i quali il calo dei canoni è molto contenuto (-0,3%), mentre per i negozi in centro la riduzione si attesta su valori più elevati (-2,1%).
Il mercato residenziale modenese è caratterizzato dall’apparente dicotomia tra il trend delle compravendite e quello dei prezzi. Da un lato, la crescita della domanda ha portato nel corso d’anno a un significativo aumento delle compravendite residenziali; dall’altro, i prezzi non hanno risentito in maniera diretta di questo incremento della domanda e hanno confermato un’ulteriore variazione annuale negativa (-2,7% per il nuovo e -2,3% per l’usato). Oltre il 70% delle compravendite residenziali concluse nell’ultimo anno a Modena è sostenuto da un mutuo, a fronte di una percentuale che negli anni precedenti si attestava attorno al 50%. Considerando il segmento delle locazioni la domanda appare in crescita, come anche i canoni (+0,2% in media). Rimane ancora piuttosto fiacco il mercato degli uffici, ne consegue un trend dei prezzi (-3,6%) e dei canoni (-2,2%) non solo negativo, ma anche in peggioramento rispetto all’anno precedente.
In questo senso, la contenuta riduzione dei tempi di vendita (12 mesi) e di locazione (7 mesi) è da leggere come la conseguenza di un mercato di dimensioni ridotte, in cui l’esigua domanda che si esprime viene soddisfatta in tempi meno lunghi.
L’andamento del comparto commerciale modenese appare ancora poco dinamico. In particolare, la domanda di acquisto è debole e in calo, a fronte di un’offerta stabile. Il risultato è un ulteriore calo dei prezzi (-2,8% in media). L’effetto di questa dinamica si registra soprattutto sui negozi periferici, per i quali il calo dei canoni è molto contenuto (-0,3%), mentre per i negozi in centro la riduzione si attesta su valori più elevati (-2,1%).
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