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«Danni gravi, come quelli dell’Isis» 

«Danni gravi, come quelli dell’Isis» 

Lo storico dell’arte Negro: «Nessuno dica che si potrà restaurare alla perfezione»

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«Ora spero che non si alzi in piedi qualche imbecille - dice lo storico dell’arte Emilio Negro, uno dei principali esperti del Seicento in Italia - a dire che l’opera può tornare all’antico splendore. Ho visto le immagini dello stato del Guercino e devo dire che è un vero disastro anche se per fortuna i danni non hanno colpito i visi di Madonna, bambino e santi. Un buon restauratore potrà recuperare piviali e panneggi anche se purtroppo il Guercino non sarà mai più come prima». Negro, studioso modenese, ricorda: «Era prevedibile finisse così questa storia, i danni sono simili alla furia iconoclasta dell’Isis perché i ladri non hanno avuto rispetto dell’opera. Non ne comprendono l’importanza anche religiosa, indentitaria, nonostante fosse esposta in una chiesa. Io ammiro la cultura islamica ma vorrei facessero lo stesso con la nostra altrettanto millenaria. Ora speriamo si faccia anche di più per la chiesa di San Vincenzo, Pantheon degli Este anche se nessuno lo sa: il duca Francesco I era amico di Guercino». Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli dice che «Rinnoviamo innanzitutto i complimenti e i ringraziamenti a chi ha ritrovato la preziosa tela modenese, ma stamattina sulla Gazzetta ho visto, con una preoccupazione che so essere condivisa da tutti i modenesi, le immagini del dipinto nello stato in cui si trova ora. Con sollievo, però, ho anche letto che sembra possibile restituire colori e bellezza alla tela del Guercino. Lo attendiamo a Modena, quando tutto sarà completato, per potere dare ai modenesi la possibilità di ammirarlo nel suo splendore».
Infine il direttore dei Musei civici di Modena Francesca Piccinini: «E’ uno scempio autentico: mi piange il cuore e spero si trovi presto il modo di restaurarla. La struttura originaria del Guercino è andata perduta, almeno in parte ed è un vero peccato perché è un quadro che amo moltissimo. Spero che il Ministero possa intervenire direttamente magari con fondi speciali, ma questo è solo un auspicio». (s.l.)

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