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Ladri lo minacciano col flessibile 

Ladri lo minacciano col flessibile 

Spilamberto. Torna con moglie e figlia e li trova in casa: «Me l’hanno puntato contro». Drogato il cane

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SPILAMBERTO. Una domenica trascorsa con i propri cari, il ritorno a casa e lì il faccia a faccia con i banditi mentre cercano di forzare la cassaforte. È questa la domenica di paura vissuta da una famiglia di Spilamberto a causa dell’ennesimo reato predatorio. Paolo (il nome è di fantasia, ndr) ricorda con lucidità quei momenti, nonostante la paura vissuta, soprattutto per l’incolumità della moglie e di una delle figlie: «Avevamo trascorso la giornata a Modena, tra impegni familiari e una passeggiata in centro. Eravamo io, mia moglie e mia figlia. Siamo rientrati a casa verso le 19 circa». Paolo abita in via Bianca Rangoni a Spilamberto, in una villetta: «Mia moglie ha tentato di aprire la porta di casa senza riuscirci. Era bloccata dall’interno, come se dall’altra parte vi fossero delle chiave inserite». È così era infatti, dato che i malviventi aveva cercato di impedire a chiunque di entrare in casa.
«Allora ho provato io, ho spinto più forte - prosegue Paolo - e la porta si è aperta». Ma appena entrato in casa si rende conto che qualcosa non va: «Non lo so, me lo sentivo dentro. Il nostro cane, che di solito ci viene incontro per salutarci, era sul divano. Ci ha guardato e niente più (molto probabilmente drogato dai ladri, ndr). Poi quel rumore metallico. Subito ho pensato che qualcuno dei nostri vicini stesse facendo qualche lavoretto in casa. Ma poi ho capito che non si trattava di un trapano e il rumore era molto vicino, allora sono salito al primo piano e lì ho capito. Vedevo delle luci strane provenire da una delle stanze del reparto notte. Ho aperto la porta e ho visto quell’uomo con il flessibile in mano che armeggiava contro la cassaforte e dietro di lui un’altra persona con un piede di porco. Allora ho urlato, ho detto loro di andarsene. Ma quello si è girato, ha detto qualcosa al compare in una lingua dell’est Europa, ed ha iniziato a puntarmi il flessibile contro, avanzando».
Paolo a quel punto si rende conto di avere dietro di sé la figlia ed inizia ad arretrare proteggendola. La moglie, nel frattempo, scende in strada per chiedere aiuto. Il bandito continua ad avanzare, poi a un certo punto il filo si stacca e il flessibile si spegne. Quando i due ladri hanno lo spazio necessario si infilano in cucina ed escono dalla porta finestra da cui erano entrati. Giù c’era un terzo uomo che li attendeva. Il terzetto si dà alla fuga con quei pochi oggetti che era riuscito a racimolare.
A Paolo e alla sua famiglia non resta che la conta dei danni e la paura di un faccia a faccia da dimenticare in fretta. (gib)

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