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Modena, rette asili e ticket: boom di finte esenzioni

Modena, rette asili e ticket: boom di finte esenzioni

Per la sanità irregolare l’87% di certificazioni. È di 31 milioni il danno per la gestione di fondi pubblici

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MODENA. Uno dei dati più sconcertanti della relazione 2016 della finanza di Modena riguarda i furbi dell’esenzione. Si tratta di uno dei settori di truffe e imbrogli che portano a danni ingenti alla pubblica amministrazione.
Il colonnello Russo ha spiegato che le “fiamme gialle” hanno sottoposto a verifiche le segnalazioni di casi anomali e forse irregolari che arrivavano da Comuni, Ausl, Università e altri enti da parte di persone che volevano accedere ai servizi a pagamento attraverso esenzioni o forti sconti. Gente che presentava certificazioni come l’Isee lasciando però dubbi agli impiegati dietro gli sportelli. Infatti è risultato che per le prestazioni sociali agevolate - soprattutto la retta dell’asilo nido che, come noto, è costosa - il 47% delle richieste di esenzione o di sconto erano irregolari. Il dato arriva addirittura all’87% dei controlli sui casi sospetti per i ticket sanitari.

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Il secondo fronte di indagine, molto impegnativo, è stato quello della verifica sugli appalti per la ricostruzione post sisma e post alluvione nella Bassa e in città. Un’operazione specifica ha portato a scoprire un’associazione a delinquere che truffava lo Stato percependo senza motivo ingenti contributi. Il caso - che ha riguardato soprattutto il Castello di Massa Finalese - ha portato a 9 indagati, 5 dei quali finiti agli arresti, e a un sequestro di beni per 6,5 milioni di euro.


Un capitolo gravissimo riguarda i 31 milioni di euro complessivi accertati dalle “fiamme gialle” come danno patrimoniale per la gestione di fondi pubblici: il dato è la somma dei danni accertati in 15 indagini condotte su delega della Corte dei Conti o della Procura. Si tratta di sprechi ma anche di appalti dalle modalità irregolari o illecite. Gli illeciti contro la pubblica amministrazione hanno riguardato per il 68% abuso d’ufficio, 20% irregolarità negli appalti, e 4% peculato. Tredici milioni sono risultati assegnati in modo irregolare.

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