Gazzetta di Modena

Modena

«Non ci sono offerte per l’ex San Giuseppe» 

di Gabriele Bassanetti
«Non ci sono offerte per l’ex San Giuseppe» 

Pistoni: «L’area è penalizzata dalla linea ferroviaria che le passa a ridosso» «Saltano il progetto del Centro Disabili per le modifiche delle regole regionali» 

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Prosegue il tour della giunta nei quartieri e il faccia a faccia con i cittadini. Sicurezza e aree dismesse o mai costruite. Sono i due problemi evidenziati dai residenti del quartiere Quattroponti che l'altra sera hanno partecipato all'incontro con la giunta dedicato alle linee del bilancio preventivo 2017 (in approvazione il prossimo 30 marzo). I due problemi fra l'altro non possono neanche essere considerati disgiunti, perchè nelle aree dismesse o abbandonate evidentemente possono annidarsi problemi relativi alla sicurezza e alla clandestinità.
Non sono stati lamentati furti nel quartiere, o almeno non in misura maggiore rispetto ad altre zone di Sassuolo, ma le presenze di persone in strada anche a orari notturni inoltrati, gli schiamazzi, il consumo evidente di alcoolici di cui si ritrovano i resti la mattina dopo, mettono in apprensione il quartiere. In particolare, spiegano alcuni dei residenti «nella zona prossima alle Casiglie e lungo la strada bassa che porta alla zona industriale, più o meno all'altezza del canale che viene chiamato Fossetta torbida, si ritrovano di notte assembramenti di cittadini in prevalenza stranieri. Ci sono schiamazzi, consumo di alcool». Il problema si è verificato nei mesi invernali, ma per la bella stagione non ci si aspettano grandi cambiamenti in meglio, «anche se in realtà – ha spiegato il sindaco Pistoni – la scorsa estate abbiamo disposto in queste zone controlli notturni con due pattuglie e i riscontri sono stati pochi». Quattroponti è una zona costellata da aree dismesse: la più grande è quella delle fabbriche dell'ex San Giuseppe, a ridosso della ferrovia e del cavalcavia Giovanni da Verrazzano. Poi c'è l'area edificabile di fronte alla scuola materna, recintata ma destinata restare per il momento vuota. »Sull'ex San Giuseppe – spiega Pistoni – al momento non si muove nulla. La zona non è di interesse per nessun imprenditore o costruttore e quindi resta com'è. Se riusciremo a cambiare la tipologia del treno, mandando in pensione il Gigetto per un tram treno o un'altra forma di trasporto moderno, se quindi i binari non passeranno più a ridosso delle proprietà, l'interesse per quest'area potrebbe crescere». Diverso, ma senza conclusione, anche il discorso relativo all'area edificabile che era destinata al Centro di accoglienza per disabili che veniva definito “Dopo di noi”. Avrebbe dovuto sostituire l'attuale Casa Fantini che sta in zona industriale e aggiungere anche una struttura per residenza assistita per popolazione con disabilità. Era un progetto distrettuale, già avanzato al punto da aver assegnato la gara d'appalto, affossato dalle regole dell'accreditamento regionale, che hanno cambiato parametri e quadro economico. «A quel punto il costruttore e futuro gestore della struttura ha capito di non poter più rientrare dei costi previsti nel progetto e quindi tutto è stato annullato – spiega Pistoni – Eravamo già in fase avanzata e quindi a chi si era impegnato in quest'opera dovrà essere riconosciuto qualcosa a titolo di risarcimento. Stiamo cercando un accordo bonario che preveda il risarcimento delle spese sostenute».

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