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Zocca firma la tregua milionaria con Hera 

Zocca firma la tregua milionaria con Hera 

Discarica di Roncobotto, accettati 1,4 milioni. Tanari: «Faremo lavori». Preci: «Si sono accontentati»

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ZOCCA. Si chiude tra le polemiche il contenzioso tra Comune ed Hera per il pagamento del danno ambientale nella ormai ex discarica di Roncobotto. Il Consiglio comunale ha infatti approvato, con il voto favorevole della maggioranza, l’accettazione dell’offerta di 1.400.652 euro fatta dall’Organismo di Mediazione di Bologna, come corrispettivo per gli anni 2014 e 2015.
La decisione della giunta Tanari mette la parola fine a un contenzioso iniziato nel marzo 2013 quando Hera, ritenendo troppo alta e fuori mercato la quota pattuita nel 2009 con il Comune e aggiornata ogni anno sulla base dell’inflazione, decide di sospendere i pagamenti e di offrire un risarcimento molto più basso (da 19,49 a 10 euro a tonnellata). Il Comune non ci sta, partono lettere e ricorsi, ma Hera continua a portare rifiuti normali e speciali a Roncobotto, fino alla saturazione della discarica, dichiarata il 23 dicembre 2014. Sono più di cento le tonnellate conferite fra 2013 e 2014, senza che il Comune veda un euro.
L’amministrazione Balugani richiede il pagamento di 2,034 milioni di euro, scontrandosi con il rifiuto di Hera e parte così il contenzioso tra i due enti. È in questo contesto che si colloca il tentativo dell’Organismo di Mediazione di Bologna, accettato prima da Hera e ora anche dal Comune di Zocca: 1,4 milioni di euro per chiudere la contesa.
«È stata una scelta difficile, - spiegano dalla maggioranza - basata su pareri tecnici formulati dai nostri legali, dal Revisore dei Conti, e dettata dal senso di responsabilità. La vicenda è nata senza che nessuno di noi l’abbia voluta e noi possiamo solo gestirla nel migliore dei modi. Nonostante l’evidente inosservanza del contratto da parte di una delle due controparti (Hera ovviamente), nessuno può prevedere come sarebbe potuta finire questa vicenda proseguendo il contenzioso in tribunale (dove probabilmente sarebbero stati necessari tre gradi di giudizio, tra ricorsi e controricorsi, ndr). Abbiamo deciso di non giocare con il denaro pubblico ad una immaginaria “roulette russa”, non potendo prevedere senza ombra di ragionevole dubbio l’esito di questo procedimento».
Piuttosto che un processo insicuro e destinato ad andare per le lunghe, l'amministrazione ha quindi preferito accettare una soluzione di compromesso, in grado di portare entro pochi mesi molti fondi nelle casse comunali. «I soldi - spiega il sindaco Tanari - dovrebbero arrivare entro ottobre e si tratta di fondi importanti con cui si possono programmare opere importanti. Il polo scolastico e il campo da calcio? È presto per parlare, a breve avremo una riunione con gli uffici e faremo una programmazione più precisa».
La scelta della maggioranza trova però forti obiezioni. Se il leghista Alessandro Baccolini parla di resa e spiega che “il Comune era dalla parte della ragione e doveva chiedere il massimo”, anche Insieme per Zocca usa toni molto duri. «La sensazione - attacca il capogruppo Aldo Preci - è che l’amministrazione abbia voluto chiudere il procedimento in fretta e avere i soldi subito, ma bisognava andare fino in fondo perché avevamo ragione. Quante cose si potevano fare per il rilancio di Zocca con i 600mila euro a cui abbiamo definitivamente rinunciato? Siamo anche delusi e sconcertati da come ci ha trattati Hera, società che abbiamo contribuito a fondare. Con questa decisione il pesce grosso mangia quello piccolo».
Federico Covili

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