Da San Felice alla Nasa grazie all’Australia
L’esperienza di Silvia Sogari: dopo gli studi in Finlandia, dall’età di 18 anni vive e studia Oltreoceano
SAN FELICE. «Cercasi laureato per coordinare viaggi di studio internazionali di un gruppo di 25 liceali e due professori nelle basi spaziali Nasa di Houston Texas e Huntsville Alabama negli Stati Uniti della durata di due settimane. Il candidato ideale deve essere in grado di stimolare gli studenti a dare il meglio di sé, di gestirli in modo esemplare e con atteggiamenti positivi, di occuparsi di persone di ogni età, ragazzi e adulti, e aspirare all’eccellenza in ogni aspetto della vita».
Questo è l’annuncio della iVicon di Sydney, azienda internazionale che si occupa di formare giovani, a cui Silvia Sogari, sanfeliciana classe 1991 che vive e studia da 7 anni in Australia, ha risposto la settimana scorsa.
Quasi per scherzo. E invece il giorno dopo il colloquio è arrivata la risposta immediata dell’azienda. A colloqui ancora in corso, erano rimasti così colpiti dalla dinamica sanfeliciana da avere già pronto per lei il contratto da firmare.
Pronti via, e Silvia Sogari lavorerà anche nelle basi della Nasa. Nata a San Felice, è una dei giovani italiani che ha deciso di abbandonare l’Italia appena compiuta la maggiore età: «In quarta superiore - racconta la madre Nadia - ha studiato 7 mesi in Finlandia, grazie al progetto di Intercultura che favorisce scambi dei ragazzi delle superiori. Un’esperienza che le ha aperto la mente: è rientrata in Italia per finire l’anno scolastico ed è stata promossa in quinta. Il 7 luglio 2009 mentre festeggiavamo i suoi 18 anni ci ha annunciato di voler continuare gli studi all’estero. Non in Europa ma dall’altra parte del globo: in Australia»
Così Silvia ha lasciato la certezza di un lavoro sicuro presso l’azienda dei genitori (Sogari Artigrafiche di papà Attilio e mamma Nadia), ma ha portato con sé uno dei dipendenti della ditta Sogari, Luca Michelini, suo fidanzato anche lui sanfeliciano.
Appena arrivati a Sydney, entrambi hanno cercato un lavoro per non pesare troppo sui genitori, l’Australia offre ancora molte opportunità a chi ha voglia di fare, ma solo a tempo determinato: il visto per lavoro per uno straniero dura un anno e lo si può ottenere solo una volta nella vita, dopo di che si deve lasciare il Paese. Lo scopo di Silvia però era quello di studiare, oltre che di lavorare ed infatti, ottenuto il visto per studio, ha finito la scuola superiore con ottimi risultati e si è iscritta alla New South Wales University, alla facoltà principale di Storia e alla facoltà secondaria di Cinese.
«Per tre anni consecutivi ha partecipato alla cerimonia tenuta dal sindaco di Sydney che premia i migliori studenti dell’anno ed ha anche ricevuto il premio della comunità cinese di Sydney come migliore studentessa in cinese», raccontano Attilio e Nadia, ovviamente orgogliosi.
La sua voglia di imparare l’ha portata in Cina per 3 mesi e a Taiwan per 4 mesi, per perfezionare la lingua cinese, in Corea per due mesi e, dopo la doppia laurea ottenuta a fine novembre 2016, in Thailandia per altri due mesi, dove ha conseguito la certificazione Celta per poter insegnare la lingua inglese in tutto il mondo. Ed è stato lì che un suo insegnante proveniente da Cambridge l’ha scambiata per una madrelingue inglese.
Oggi continua a lavorare in due pub, ma sta seguendo il training che la prepara per il primo viaggio negli Usa il 25 giugno, ed è stata anche assunta dalla scuola di lingue Times Academy di Sydney, presso la quale inizierà ad insegnare inglese fra un paio di settimane, quando non sarà impegnata in questi viaggi.
La predisposizione per le lingue Silvia l’ha ereditata dalla madre, la voglia di affrontare sfide nuove e la determinazione dal padre, figlio a sua volta di emigranti in Venezuela.
«Ma la passione con cui si dedica a qualsiasi cosa, che sia il lavoro di barista o lo studio, è una dote innata, tutta sua», chiude Nadia. (ase)
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