Gazzetta di Modena

Modena

Gli amici di Pino Puglisi a S. Pio: «Ragazzi resistete alle mafie»

«State scoprendo la mafia adesso, ma con voi avete il valore della Resistenza: vi sarà utile». I ragazzi di Pino Puglisi hanno esortato i giovani a tenere alta la guardia. Centinaia di ragazze e...

2 MINUTI DI LETTURA





«State scoprendo la mafia adesso, ma con voi avete il valore della Resistenza: vi sarà utile». I ragazzi di Pino Puglisi hanno esortato i giovani a tenere alta la guardia. Centinaia di ragazze e ragazzi hanno assiepato martedì sera la chiesa di Pio X per ascoltare le loro testimonianze. Al centro la figura del beato, ucciso dalla mafia a Palermo il 15 settembre 1993, il giorno del suo 56° compleanno. «Denunciava tutto ciò che non andava bene - ha spiegato Nino Lanzetta, educatore che lo ha conosciuto quando aveva 24 anni - ed essere sacerdote tra la gente dava fastidio alla mafia». L’amico del vescovo don Erio (presente all’incontro) ha raccontato episodi legati sia al prete di Brancaccio sia ai suoi uccisori. Tra loro, Gaspare Spatuzza, che ha spiegato il ruolo degli infiltrati «perché alla mafia l’aspetto che dà più fastidio è la libertà». D’altronde, lo stesso sacerdote ricordava che «è importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per soldi». Una realtà che l’Operazione Aemilia ha fatto emergere nel nostro territorio. «Il fenomeno da voi è radicato da tanti anni - ha ripreso Rosaria Cascio, a fianco di padre Pino Puglisi per 14 anni - ma ne state prendendo consapevolezza soltanto adesso. Tuttavia, vi state adoperando in modo egregio per poter creare barriere e fronteggiare a partire dai ragazzi le mafie, radicate in queste terre. Bisogna accettare la realtà dei fatti e costruire la vostra vita con i valori che avete dentro, primo fra tutti quello della Resistenza. Vi sarà utile per liberarvi dal peso enorme delle mafie in Emilia». Il “come” lo ha spiegato Salvo Ognibene. «I giovani possono fare tutto - ha concluso - Non vuol dire fare gli eroi, ma prendere coscienza dei propri mezzi, avere obiettivi chiari. Dobbiamo smettere di pensare che pochi possono fare molto: è necessario invece che molti agiscano per liberare l’Italia da mafie e corruzione ». (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google