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«L’immigrazione è un’opportunità» 

«L’immigrazione è un’opportunità» 

L’ex ministro Kyenge incontra i ragazzi del Selmi: «I giovani possono capire»

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«L’immigrazione è un’opportunità». Queste le parole che l’ex ministra Cécile Kyenge ha rivolto ai ragazzi del Selmi e a Voci dal B(r)anco.
Tema dell’incontro l’emigrazione, vista come il diritto di poter scegliere dove stare piuttosto che come una sopraffazione di un paese. L’iniziativa si è collegata al progetto “Tu, io, noi... dal valore dell’identità alla ricchezza delle differenze”, ed ha coinvolto diverse associazioni e comunità.
Cécile, che cosa ne pensa della giornata di oggi?
«Mi ha piacevolmente colpita quello che è uscito dai ragazzi; perché molte volte noi non vediamo, ma i giovani ci guardano e attraverso le loro parole ci hanno fatto capire che hanno le idee molto chiare sul proprio futuro però hanno bisogno di noi per sostenerlo e renderlo realizzabile».
Visiterà altre scuole?
«Sì, è da quando sono diventata ministra che continuo con questo progetto. La mia attenzione si rivolge in modo particolare verso i giovani perché so che sono loro che ci aiutano a portare con forza le nostre idee di una società diversa dove c'è dialogo e le diversità vengono apprezzate invece che temute».
Come si possono facilitare i procedimenti burocratici dell’integrazione?
«Tre anni fa avevamo già iniziato a fare un percorso di semplificazione burocratica, ma non è sufficiente perché occorre un luogo dove si discute di integrazione, che adesso non c’è più. In questo periodo di profonda trasformazione per la nostra società credo che l’urgenza sia anche quella di munirci di strumenti capaci di accompagnarci in questa lunga crisi umanitaria, lunga perché coinvolge il mondo intero».
Tra musiche africane, balli e testimonianze da immigrati recenti sono emersi anche commenti positivi da parte dei ragazzi che non solo si sono sentiti presi dalle storie che hanno sentito dall’amministratrice del progetto Zighereda Tesfamariam, ma hanno anche contribuito a rendere la giornata magica vestendosi con i tradizionali abiti dei paesi africani. Perché le diversità dovrebbero essere celebrate e non emarginate.
Wissal Laafili
Alessia Parlato

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