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Modena, lavori utili: il prefetto arruola i migranti

di Gabriele Farina
Modena, lavori utili: il prefetto arruola i migranti

Arricchita la convenzione ed estesa all’intera provincia: stranieri impiegati per volontariato sociale, ambientale e sportivo

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MODENA. «Restituire l’accoglienza attraverso il lavoro». Ecco il concetto-cardine del protocollo d’intesa sui migranti siglato ieri pomeriggio in Prefettura. In pratica, si tratta di estendere agli altri Comuni quanto già intrapreso da Modena e altre realtà. Potranno prendere parte alla pulizia delle strade, alla raccolta dei rifiuti, a progetti sportivi, alla riparazione di biciclette. «Possono svolgere tutto ciò che può essere utile alla comunità - ha spiegato il prefetto, Maria Patrizia Paba - e trasmettere loro il senso di un’inclusione. È possibile far conoscere reciprocamente, attraverso il lavoro, le comunità che accolgono i richiedenti asilo e comunicare i nostri valori, la nostra lingua, il nostro ordinamento, la nostra cultura, tutto ciò che costituisce il connettivo del nostro vivere civile».


I richiedenti asilo non “ruberanno” il lavoro a nessuno. Paba lo ha chiarito bene, definendo il lavoro come «volontario, gratuito e di utilità sociale per la comunità». Avranno riconosciuti diritti quali una copertura assicurativa (a tutela anche dell’ente che si avvale del loro impiego) e un’adeguata formazione prima d’iniziare. Inoltre, le attività saranno svolte presso specifiche associazioni del territorio, in base al progetto concreto da sviluppare. Stabiliti i criteri di base, sarà poi cura degli enti che si vorranno avvalere dell’impegno dei migranti definire elementi più strettamente tecnici.
Un esempio? Le ore settimanali in cui saranno coinvolti. «Sono quelle che saranno utili per la comunità», ha aggiunto il prefetto. Allo stato attuale, ha ripreso il successore di Michele Di Bari, sono presenti circa milletrecento profughi sull’intero territorio provinciale. «Siamo al di sotto della percentuale prevista nell’ambito dell’accordo», ha ripreso Paba, citando il Piano condiviso tra il ministero dell’Interno e l’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani). Il quadro non è omogeneo. Infatti, è un po’ come il pollo di Trilussa: qualcuno ha accolto più di quanto dovrebbe, qualcun altro si è dichiarato contrario all’accoglienza di nuovi profughi.


«Non ravviso particolari criticità - ha precisato l’intervistata - perché il percorso si sta compiendo nel segno dell’accoglienza diffusa. Non trascuro qualche momento di difficoltà, ma lo stiamo superando insieme». Ieri pomeriggio erano stati invitati in Prefettura i rappresentanti dell’Unione dei Comuni. Nell’Area Nord (rappresentata da Luca Prandini, sindaco di Concordia) il tema è “caldo”. C’è stata una prima levata di scudi da parte di Finale e una mozione (respinta) delle minoranze (Forza Italia, Coordinamento Civiche Area Nord e Lega Nord). «Non parlo di criticità relative a singoli Comuni - ha ripreso Paba - ma di necessità di dare attuazione a un grande progetto che riguarda la Provincia, secondo criteri di proporzionalità».
I conti hanno fatto recentemente dalla Caleidos. Inaugurata la nuova sede, la cooperativa sociale ha ricordato di accogliere 1.100 persone, 400 persone in più del previsto, e di vantare dallo Stato crediti per 2,5 milioni di euro. «La Prefettura eroga i fondi non appena li riceve dal ministero dell’Interno - ha concluso il prefetto - e lo stesso soggetto gestore ha dichiarato che le difficoltà alla fine dello scorso anno sono state affrontate e risolte. Stiamo via via effettuando tutti i pagamenti necessari. Certamente l’esclusione delle spese per i migranti dal Patto di stabilità facilita la regolarità di alimentazione e di corresponsione dei pagamenti. Siamo già a una fase di normalizzazione».

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