Muore bruciato nel rifugio dei disperati
La polizia indaga sul cadavere carbonizzato trovato in un edificio abbandonato: all’origine del rogo un fornello incendiato
2 MINUTI DI LETTURA
Non si sa neppure se sia di un uomo o di una donna il corpo completamente carbonizzato trovato nella stanzetta dell’ultimo piano di uno degli edifici abbandonati del complesso Ex Stanguellini di via Giardini, vicino alla Complanare. È più chiara invece la dinamica che ha portato alla tragedia. Secondo una ricostruzione attendibile, la persona si trovava nella stanzetta. Doveva essere molto stanca perché ha acceso il fornello da campo mettendo sul fuoco una pentola con la cena da cuocere e poi si è addormentata sul letto. Ma la pentola è bruciata. Probabilmente le esalazioni e il fumo hanno stordito la persona addormentata che ha perso conoscenza. Quando le fiamme si sono espanse nella camera bruciandola, il corpo ha preso fuoco fino a carbonizzarsi. E restando lì. Perché secondo una prima indicazione investigativa, il decesso potrebbe risalire fino a tre settimane fa, quindi a fine febbraio. Il rogo deve essere stato prolungato: la camera è completamente bruciata, il soffitto è tutto una ragnatela di crepe. Sul pavimento, i resti del fornello con la cena che stava cucinando, così carbonizzata da risultare un tutt’uno irriconoscibile.
La salma è stata presa in carico dalla Medicina Legale alla quale il pm Katia Marino ha già assegnato l’incarico per una ricognizione autoptica approfondita. C’è da stabilire tutto, persino sesso ed età. Nella stanza non c’era nessun documento o elemento identificativo della vittima. Per ora l’ipotesi di un incidente “domestico” resta la più plausibile.
A scoprire il cadavere è stato un addetto della proprietà durante una ricognizione: ha subito avvisato al Questura. E ora le indagini sono svolte dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Scientifica che anche ieri, come i vigili del fuoco, ha svolto un sopralluogo.
Questa morte orribile è avvenuta in una zona di desolazione ai margini della nostra città. Un complesso abbandonato completamente dopo un’occupazione da parte del collettivo Guernica nel 2010. I segni di una presenza deturpante sono ovunque. Da allora nulla, pare, è stato fatto. L’intera zona è diventata una sorta di rifugio per senzatetto: gente senza una casa trovava riparo anche temporaneo in qualche angolo dei capannoni e degli stabili della zona. Ovunque i segni di permanenze e bivacchi. Stanze piene di oggetti e soprattutto di stoviglie mai lavate per mancanza di acqua corrente. Giocatoli di bambini gettati su un balcone. Ovunque segni della ricerca di un rifugio.
Carlo Gregori
La salma è stata presa in carico dalla Medicina Legale alla quale il pm Katia Marino ha già assegnato l’incarico per una ricognizione autoptica approfondita. C’è da stabilire tutto, persino sesso ed età. Nella stanza non c’era nessun documento o elemento identificativo della vittima. Per ora l’ipotesi di un incidente “domestico” resta la più plausibile.
A scoprire il cadavere è stato un addetto della proprietà durante una ricognizione: ha subito avvisato al Questura. E ora le indagini sono svolte dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Scientifica che anche ieri, come i vigili del fuoco, ha svolto un sopralluogo.
Questa morte orribile è avvenuta in una zona di desolazione ai margini della nostra città. Un complesso abbandonato completamente dopo un’occupazione da parte del collettivo Guernica nel 2010. I segni di una presenza deturpante sono ovunque. Da allora nulla, pare, è stato fatto. L’intera zona è diventata una sorta di rifugio per senzatetto: gente senza una casa trovava riparo anche temporaneo in qualche angolo dei capannoni e degli stabili della zona. Ovunque i segni di permanenze e bivacchi. Stanze piene di oggetti e soprattutto di stoviglie mai lavate per mancanza di acqua corrente. Giocatoli di bambini gettati su un balcone. Ovunque segni della ricerca di un rifugio.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
