Gazzetta di Modena

Modena

Natura, fiducia e rispetto Insieme, siamo a cavallo 

di Serena Fregni
Natura, fiducia e rispetto Insieme, siamo a cavallo 

All’aria aperta e in squadra: l’equitazione baby al Circolo del Mugnano «I pony? Prima e più che uno sport: ci si diverte e ci si sporca le mani»

3 MINUTI DI LETTURA





Imparare a stare a contatto con un animale e rispettarlo, lavorare in gruppo aiutandosi a vicenda. Giocando e divertendosi in sella a un pony. Perché l’equitazione, per i più piccoli, è crescita, gioco di squadra, scoperta della natura.
A Modena in Strada Bellaria, al Circolo ippico del Mugnano, Alberta Gambigliani Zoccoli mette in sella i bambini e a piccoli passi li avvicina al mondo dell’equitazione. “Il circolo è nato trent'anni fa circa, avevo 18 anni ed ero una grande appassionata di cavalli – racconta Alberta - Poi con il passare degli anni ho intrapreso la strada dell'allevamento di cavalli e della preparazione dei giovani”.
Alberta sentiva l'esigenza, soprattutto dopo la nascita dei suoi due figli, di avvicinare i bimbi ai pony (dai 60 cm ai 1,48 sono considerati pony). Negli anni il circolo è cresciuto e ha visto crescere piccoli cavalieri e amazzoni.
“Ho deciso di dedicarmi ai pony, ho iniziato con quattro pony “Shetland” (razza che rimane piccola, di un metro circa) e sono partita con i corsi”. Il circolo oggi conta 200 iscritti, la maggior parte dei quali bambini che partecipano ai corsi con i pony. Qui si imparano le tecniche dell'equitazione, ma non solo: è anche una scuola di vita all'aria aperta. “Per i bambini si dove utilizzare una metodologia importata da Francia e Inghilterra, dove si utilizzano vari tipi di giochi per avvicinarli all'apprendimento. Gimkane e altri giochi per insegnare loro l'equitazione e lavoro di gruppo insieme agli altri bambini”. Si va dai 4 anni per i pony e la scuola di equitazione dai 10 in poi”.
Un ambiente sicuro e immerso nella campagna che rassicura il genitore e invoglia il bambino ad imparare: “Oggi i bambini sono abituati a stare poco all'aperto – continua Alberta - a vivere la natura e qui facciamo esattamente il contrario: insegniamo loro a giocare, a sporcarsi le mani e a interagire con un animale che ha bisogno di fiducia e rispetto”. Uno sport quindi solo apparentemente individuale ma che lavora su diversi livelli: “C'è un fattore di condivisione molto importante perché si lavora insieme e ci si aiuta, è uno sport di gruppo e questi aspetti vengono ripresi nel tempo perché poi i più grandi aiuteranno i più piccoli e così via, non si finisce mai di imparare e aiutare il prossimo”. Un altro aspetto importante per l'apprendimento infantile secondo Alberta sono i tempi: “Bisogna lasciare ai bambini i propri tempi, nell'apprendimento dell'equitazione non ci vuole fretta, devono imparare e sforzarsi a volte per poter riuscire a imparare le tecniche”.
Dopo l'apprendimento il bambino può anche sperimentare le prime gare, dalla presentazione alla sicurezza intorno al pony, rispondere a domande sull'etologia e comportamento dell'animale e dimostrare di sapere salire e scendere e condurre un cavallo in sicurezza. “Fino agli otto anni sono gare semplici ma che già li preparano per le prossime gare e per acquisire sicurezza e tecnica equestre”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google