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«Non abbiamo 2 milioni per lo show di Pavarotti» 

di Stefano Luppi
«Non abbiamo 2 milioni per lo show di Pavarotti» 

A tanto ammonta il costo dell’evento di Verona. Il sindaco: «Noi a Modena avevamo 150mila euro». Galli (Forza Italia): «L’amministrazione non è seria»

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«Modena è orgogliosa - spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - e non ha chiesto nessuna elemosina alla Fondazione Pavarotti e a Nicoletta Mantovani. Con la famiglia del grande tenore stiamo ragionando per poter fare dei collegamenti dal teatro comunale di Modena durante la diretta Rai della serata all’Arena di Verona il 6 settembre. La scelta di Nicoletta è economica ed imprenditoriale e non possiamo dire nulla: ma Modena non aveva gli oltre due milioni di euro dell’operazione Verona, noi abbiamo a disposizione 150mila euro».
Il primo cittadino ieri in consiglio comunale - dove il capogruppo di Forza Italia Andrea Galli ha prima attaccato la giunta e poi ritirato il suo ordine del giorno - ha ribadito insieme all’assessore alla cultura Gianpietro Cavazza come secondo loro sono andate le cose. «Il consigliere Galli - continua il sindaco - ci criticava quando abbiamo ideato il Pavarotti e Ferrari Land che ha aumentato i turisti di Modena, ma ora abbiamo un altro progetto forte anch’esso partito. È quello dedicato al Belcanto che mette insieme Comunale e Orazione Vecchi e Raina Kabajvaska e Mirella Freni. Abbiamo ripreso i rapporti con la famiglia e oltre alla serata del 6 settembre abbiamo tante iniziative in programma, ma ricordo che la gestione di Pavarotti, del museo e della fondazioni sono private e non pubbliche. Nicoletta Mantovani mi aveva accennato che c’era una idea Verona poi all’ultimo mi è arrivato un sms che diceva della novità Verona. Sia chiaro che non rinunciamo a nulla, pretendo dignità e umiltà». Il vicesindaco Cavazza aveva ricordato in precedenza che «Comune e teatro Pavarotti avevano sempre collaborato con la Fondazione Pavarotti e non sono mai mancate le occasioni di confronto sulle iniziative. Nella scelta di Verona il Comune non è stato coinvolto: è arrivato un sms al sindaco prima che lo sapesse la stampa».
Su due interrogazioni presentate da M5S e Art.1-Mdp qualche consigliere si è scatenato. «In dieci anni - attacca Andrea Galli di Fi - non siamo riusciti a fare un bando internazionale dedicato alle iniziative sul maestro modenese che è un nome ancora mondiale che dice tanto a varie generazioni. Una amministrazione seria, davanti alle scelte degli eredi Pavarotti, non si mostra come un cane bastonato ma tira fuori le palle e ci stupiamo di Verona? Quello è uno dei templi della lirica».
Elisabetta Scardozzi del M5S dice che «è la perdita di una occasione, ma non uno scippo perché Modena ha un primato nel mondo della lirica. L’amministrazione comunque ha sottovalutato la vicenda». Paolo Trande di Art.1-Mdp assicura che «il tempio della lirica nel mondo non è l’Arena, ma La Scala di Milano. Certo è una occasione mancata, ma per tutti, Modena e la Fondazione Pavarotti. Ricordo infatti che il brodo di cultura dove il maestro si è fatto grande è la nostra città. Poi certo non possiamo competere con i milioni di euro dei privati».
Antonio Montanini di PerMeModena ricorda che «il mio amico critico Alberto Mattioli ricorda che c’è il Pavarotti pop gestito dalla famiglia e c’è il Pavarotti lirico sul quale la città può fare tanto. Modena rialzi la testa». Infine una notizia sulla futura statua di Big Luciano in via Goldoni, pieno centro storico. Sarà l’artista Stefano Pierotti che, sempre per scelta della Fondazione Pavarotti insieme al Comune di Pietrasanta che pagherà l’opera, realizzerà un ritratto del maestro in bronzo per Modena. Com’è noto l’opera a grandezza naturale andrà a fianco del Comunale e appunto la firmerà Pierotti, artista non di primissimo piano nel mondo che ha però già realizzato un monumento al pilota Ayrton Senna a Imola e a papa Giovanni Paolo II al Policlinico di Roma. Il sindaco l’ha messa tra le iniziative da realizzarsi in occasione del decennale dalla morte di Big Luciano - «Siamo in attesa di vedere il bozzetto - dice Muzzarelli - ma prima occorrerà vedere cosa il Ministero dirà».

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