«Raccolta fondi per il Guercino»
di Stefano Luppi
Cantore presidente degli “Amici dell’Estense” propone una colletta per avere un restauro adeguato
2 MINUTI DI LETTURA
Continua a fare discutere il mondo dell’arte la condizione del Guercino di cui tre giorni fa la “Gazzetta” ha pubblicato in esclusiva italiana la prima immagine che ne denota le tragiche condizioni di conservazione al momento del recupero a Casablanca nel covo dei ricettatori.
L’opera, rubata nell’agosto 2014 dalla chiesa di San Vincenzo e ritrovata il mese scorso, è stata rintracciata a Casablanca e ora la polizia marocchina detiene l’opera presso la Prefettura della città.
Del tema hanno discusso ieri l’altro a Piacenza, nel corso di un convegno internazionale dedicato proprio al grande maestro seicentesco emiliano che molto lavorò anche per il Ducato di Modena, i maggiori studiosi dell’artista.
I vari David M. Stone dell’Università del Delaware, Daniele Benati dell’Università di Bologna, lo storico dell’arte Nicholas Turner, Keith Christiansen del Metropolitan Museum di New York e Francesca Cappelletti dell’ateneo di Ferrara erano concordi nel ritenere che il problema delle cadute di colore si può risolvere, anche se lo sgomento del mondo internazionale dell’arte è ampio e diffuso.
A Piacenza c’era anche il presidente degli antiquari Pietro Cantore - titolare di un’opera in mostra del maestro centese - che è anche il vicepresidente degli “Amici dell’Estense” che si sono proposti per il restauro dell’opera.
« Il restauro si farà bene - dice Cantore - perché abbiamo una ottima scuola di restauro famosa in tutto il mondo. Alla fine non perderemo con il restauro i tratti fondamentali del dipinto. Anche se il suo valore, solo teorico visto che non si venderà, è stato senz’altro deprezzato e quindi il danno è eterno da questo punto di vista. Come Amici comunque ribadiamo il nostro intento nel reperire i fondi».
Altra opinione è quella di Martina Bagnoli, direttore delle Gallerie Estensi: «Immaginavo che il Guercino fosse in cattive condizioni dove essere stato conservato in un sito non idoneo. La foto ha confermato i miei sospetti e sono choccata. Si vedono danni, pieghe e sollevamenti del colore, ma per anni è stato arrotolato in un tappeto. Spesso questi sono i risultati dei frutti, dispiace, ma si può recuperare: tanti quadri nei musei sono restaurati e il pubblico generale non si accorge. Contenta sia stato ritrovato e ci spiace sia ferito, ma si metterà a posto».
Ricordiamo in ogni caso che la proprietà dell’opera è della Diocesi di Modena e Nonantola - oltre agli Amici della Galleria Estense anche la Chiesa modenese si impegnerà a cercare fondi per il restauro? - mentre la tutela spetta alla Soprintendenza unica di Bologna e Modena.
L’opera, rubata nell’agosto 2014 dalla chiesa di San Vincenzo e ritrovata il mese scorso, è stata rintracciata a Casablanca e ora la polizia marocchina detiene l’opera presso la Prefettura della città.
Del tema hanno discusso ieri l’altro a Piacenza, nel corso di un convegno internazionale dedicato proprio al grande maestro seicentesco emiliano che molto lavorò anche per il Ducato di Modena, i maggiori studiosi dell’artista.
I vari David M. Stone dell’Università del Delaware, Daniele Benati dell’Università di Bologna, lo storico dell’arte Nicholas Turner, Keith Christiansen del Metropolitan Museum di New York e Francesca Cappelletti dell’ateneo di Ferrara erano concordi nel ritenere che il problema delle cadute di colore si può risolvere, anche se lo sgomento del mondo internazionale dell’arte è ampio e diffuso.
A Piacenza c’era anche il presidente degli antiquari Pietro Cantore - titolare di un’opera in mostra del maestro centese - che è anche il vicepresidente degli “Amici dell’Estense” che si sono proposti per il restauro dell’opera.
« Il restauro si farà bene - dice Cantore - perché abbiamo una ottima scuola di restauro famosa in tutto il mondo. Alla fine non perderemo con il restauro i tratti fondamentali del dipinto. Anche se il suo valore, solo teorico visto che non si venderà, è stato senz’altro deprezzato e quindi il danno è eterno da questo punto di vista. Come Amici comunque ribadiamo il nostro intento nel reperire i fondi».
Altra opinione è quella di Martina Bagnoli, direttore delle Gallerie Estensi: «Immaginavo che il Guercino fosse in cattive condizioni dove essere stato conservato in un sito non idoneo. La foto ha confermato i miei sospetti e sono choccata. Si vedono danni, pieghe e sollevamenti del colore, ma per anni è stato arrotolato in un tappeto. Spesso questi sono i risultati dei frutti, dispiace, ma si può recuperare: tanti quadri nei musei sono restaurati e il pubblico generale non si accorge. Contenta sia stato ritrovato e ci spiace sia ferito, ma si metterà a posto».
Ricordiamo in ogni caso che la proprietà dell’opera è della Diocesi di Modena e Nonantola - oltre agli Amici della Galleria Estense anche la Chiesa modenese si impegnerà a cercare fondi per il restauro? - mentre la tutela spetta alla Soprintendenza unica di Bologna e Modena.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
