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San Prospero: lotta con lo scippatore che l’ha assalita in auto

di Valentina Corsini
San Prospero: lotta con lo scippatore che l’ha assalita in auto

San Prospero. La negoziante di Cavezzo Emanuela Zavatti vittima dei banditi: «Mi hanno portato via tutto, anche il pc. Ho provato ad inseguirli, erano giovani»

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SAN PROSPERO. «Sono furiosa perché non sono riuscita a prenderli. E sono anche molto arrabbiata perché già si fa fatica a guadagnarli, i soldi. Ed essere scippata così è inaccettabile. Visti i tempi in cui viviamo, e la strada trafficata su cui ho il negozio, ero preparata a subire una rapina, prima o poi. Ma lo scippo della borsa in questo modo no».
È uno sfogo quello di Emanuela Zavatti, la titolare del negozio d’abbigliamento femminile “Manu Taglie forti” di via Canaletto a San Prospero.
La donna è stata scippata della borsa mercoledì, intorno alle 20, dopo aver chiuso l’attività e mentre si trovava già in autopronta per rincasare.
Ma un malvivente era in agguato: un ragazzo, un italiano sulla ventina, le ha strappato la borsa di mano. Accaparrandosi un bottino di 1500 euro tra incasso del negozio e diverso materiale tecnologico. Poi è scappato insieme a due complici a bordo di un’Audi Station Wagon grigio metallizzato, modello vecchio, verso Modena. La Zavatti, però, non si è data affatto per vinta. Dopo aver allertato i carabinieri sull’accaduto, ha messo in moto la sua vettura e si è messa ad inseguire i balordi. Di cui purtroppo ha perso le tracce.
«Mi ero appena seduta in auto al posto di guida, e avevo ancora la mano sulla borsa che avevo appoggiato sul sedile del passeggero, quando al buio ho visto qualcuno aprire la portiera - racconta Emanuela - Quel ragazzo italiano, sui 19 anni e dal look giovane, ha provato subito ad agguantare la borsa. Allora ho cercato di trattenerla, ma lui insisteva a strattonarla. Ho lottato, ma alla fine è riuscito a prenderla. Avevo il mondo dentro: una busta con 800 euro d’incasso, un computer nuovo, un “Cubo della 3”, un carica batterie, un paio di occhiali, materiale fiscale e chiavi del negozio, blocchetti degli assegni e carte di credito. Dopo di che ho sentito quel ragazzo che, in italiano, mentre provavo a rincorrerlo a piedi, mi diceva: “parti, parti”. L’ho visto fuggire con i due complici a bordo dell’Audi, a tutta velocità, in direzione Modena».
A quel punto la Zavatti decide di non arrendersi e di provare a raggiungere i “fuggitivi”.
«Prima ho avvisato dell’accaduto la ragazza che ha il bar di fianco al mio negozio, poi ho chiamato subito i carabinieri e, infine, mi sono messa ad inseguire i ladri - spiega - purtroppo loro avevano il vantaggio di essere passati col rosso al semaforo. Io mi sono dovuta fermare. Poi, però, ho percorso tutta la Canaletto perché volevo assolutamente provare a raggiungerli per prendere almeno il numero di targa. Non ce l’ho fatta. Comunque quando sono tornata a San Prospero, c’erano già i posti di blocco, e ringrazio i carabinieri perché la collaborazione è stata massima. Purtroppo resta tanta rabbia: per lo scippo, per non essere riuscita a prenderli, per i soldi che ho dovuto spendere per cambiare le serrature del negozio, in quanto le chiavi erano nella borsa, per aver dovuto bloccare assegni e carte di credito. È stato un vero inferno, è ingiusto».

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