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Castelfranco, Getta i rifiuti della figlia e i vigili lo puniscono

di Enrico Vincenzi
Castelfranco, Getta i rifiuti della figlia e i vigili lo puniscono

Il padre vive a San Cesario ed era andato a cena con la famiglia a Castelfranco: fotografato mentre riempie il bidone, doveva usare i cassonetti del suo paese

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CASTELFRANCO . Una multa di 177 euro per aver buttato il pattume della figlia. È questa la sorte toccata a Giuliano Macchi, residente a San Cesario insieme alla moglie, a causa della legge regionale che vieta il conferimento dei rifiuti in un Comune diverso da proprio.
Il tutto ha inizio una sera di fine gennaio, quando i coniugi Macchi vanno a trovare la figlia, Alice, a Castelfranco, dove vive con la sua nuova famiglia. «Avevo invitato a cena i miei genitori - racconta Alice - Alla fine della serata, visto che ho i bidoni sotto casa, chiedo se gentilmente mi allungano giù il pattume mentre escono».


I bidoni, però, sono stracolmi. Giuliano, quindi, carica i rifiuti della figlia sul suo furgone per buttarli l’indomani mattina. Detto fatto, e i rifiuti vengono conferiti a Casale California, frazione di Castelfranco vicina al confine con San Cesario e all’abitazione dei Macchi. Poco tempo dopo, l’8 febbraio, iniziano i problemi. In quella data, infatti, arriva a Giuliano la fatidica multa di 177 euro: il suo furgone era stato fotografato mentre buttava i rifiuti in un Comune diverso dal suo.
«Dove è scritto che io devo buttare il pattume con un mio mezzo?» si chiede Alice. Lei, infatti, è residente a Castelfranco, ed in quel territorio sono stati prodotti i rifiuti che il padre, per suo conto, stava conferendo. Da allora, la famiglia Macchi ha cercato di contattare gli organi indicati dalla sanzione per fare ricorso. Dopo oltre un mese sono riusciti a rivolgersi all’addetto ai problemi ambientali del Comune di Modena, che oggi dovrà dare una risposta.


«Se ci verrà detto che dobbiamo pagare la multa la pagheremo - dice Alice - Io sono favorevole a questo modo di raccogliere i rifiuti, ho sempre fatto e continuerò a fare la differenziata. Il problema è che ci deve essere una migliore informazione sulle leggi, e, soprattutto, un servizio migliore di raccolta. Se Hera poteva fotografare il furgone di mio padre, perché non poteva svuotare i cassonetti del mio viale?».


Sul primo punto, il sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini spiega che «per quanto la vicenda singola sia avvilente, si tratta di una legge regionale, creata per combattere la migrazione dei rifiuti. È una regola di civiltà, perché i costi di smaltimento sono a carico del Comune di conferimento, che deve a sua volta pagare l’ente». Per quanto riguarda la qualità del servizio, Hera risponde che il suo numero verde, 800.999500, e l’applicazione per smartphone del Rifiutologo sono a disposizione per chi volesse segnalare situazioni di disagio legate alla raccolta rifiuti.

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