Alla scoperta delle ville in barca sul fiume Panaro
Settecento persone torneranno a percorrere il tragitto preferito dagli Estensi Antiche residenze aperte e Bomporto sogna di proporre la gita con regolarità
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BOMPORTO. Chissà se Leonardo da Vinci, che una leggenda vuole di passaggio da queste parti dove studiò l’idea dei Navigli che poi realizzò per il duca di Milano, provò gli stessi brividi? I pochi privilegiati che ieri hanno potuto percorrere in barca un breve tratto del Panaro - dal Sostegno dell’antico porto fin quasi a villa Cavazza che affaccia sul fiume - non hanno nascosto comunque l’emozione di essere i “primi”. Era infatti dal 1923, quasi cent’anni fa, che una imbarcazione non navigava sul fiume, fino almeno alla fine dell’Ottocento considerato una “autostrada”.
Tutto questo e molto altro, oggi e domani, lo si può riscoprire attraverso il Fai che organizza le Giornate di primavera grazie alle quali si possono ammirare - magari con una piccola donazione, vista l’organizzazione imponente - beni di solito non aperti al pubblico o di complicato accesso. Nel Modenese è possibile visitare appunto la riviera del Panaro a Bomporto, il V Centro Allevamento Quadrupedi statale e Palazzo di Portovecchio a San Martino Spino di Mirandola nonché, solo oggi, il Castello di Montegibbio e Villa Barbolini Cionini poco fuori Sassuolo.
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La primizia è però il viaggio in barca e la visita dell’antichissimo porto di Bomporto. Per il primo passaggio lungo il fiume dal 1923 gli organizzatori - Comune, Fai, Aipo - hanno potuto accogliere solo 700 prenotazioni e i fortunati potranno quindi immedesimarsi negli antichi viaggiatori fluviali estensi, che in tre giorni di navigazione da Modena arrivavano, attraverso Panaro e Po, a Venezia. Il viaggio si farà su due barche in legno provenienti da Padova - “Marco” e “Zio Pece” i loro nomi - ma il resto del pubblico non desista perché c’è tanto altro da fare.
IL VIAGGIO IN BARCA
È la parte emozionale del viaggio: gli organizzatori hanno costruito un piccolo approdo lungo l’argine. I chilometri percorribili sono pochi, in direzione Solara e villa Cavazza, villa Cavicchioli e villa Bruini-Federzoni. Sono le antiche residenze delle famiglie estensi che volevano la facciata della loro magione affacciata sul fiume affinché il duca, di passaggio con la meravigliosa barca “Bucintoro”, la potesse vedere. Il tratto di Panaro percorribile è oggi completamente pulito e il Comune di Bomporto sta cercando di sviluppare idee per rendere quanto più continuativa l’esperienza turistica.
IL SOSTEGNO DEL SETTECENTO
È in sostanza l’antico porto, con le porte Vinciane, nel punto di contatto tra il canale Naviglio (che ancora oggi arriva a Modena nei pressi della darsena coperta sotto Palazzo Ducale) e il Panaro. Tutti dovevano percorrerlo tanto che nel 1767 l’ingegnere modenese Francesco Zannini fece costruire questa opera monumentale.
COMMENTI
«Un evento storico grazie al Fai - spiegano il sindaco Alberto Borghi e il capodelegazione Vittorio Cavani che si dilungano sul tema nel video su www.gazzettadimodena.it - Il pubblico che potrà vedere darsena, una delle poche in vista, borgo fluviale di Solara e villa Cavazza. Tutti potranno invece passeggiare lungo gli argini».
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