MODENA. L’AZIENDA RIGIDA SU ESUBERI E LICENZIAMENTI
Edis, un altro incontro senza esito
Balili di Slc-Cgil: «Continueremo le azioni di lotta con decisione»
2 MINUTI DI LETTURA
Dopo l’incontro di lunedì scorso in Confindustria Modena, nella giornata di giovedì presso la sede aziendale di Modena si sono di nuovo confrontati i rappresentanti di Edis e quelli sindacali: oggetto del contendere erano sempre i 52 esuberi su 92 lavoratori e il Piano industriale della nuova proprietà, il Gruppo Sinigaglia di Villamarzana (Rovigo), che continua a rifiutare gli ammortizzatoti sociali per i 52 lavoratori, in grande maggioranza donne, che devono essere licenziati. L’azienda Edis produce album di figurine e il Gruppo veneto l’aveva acquisita nell’estate scorsa dall’imprenditore Antonio Panini.
«Un incontro senza esito - dice Marco Balili del sindacato Slc-Cgil - perché l’azienda persiste rigidamente nel mantenere la propria posizione, ribadendo Piano industriale, esuberi, licenziamenti e negando di riconoscere gli ammortizzatori sociali. Dopo l’incontro di lunedì scorso ci era stato detto che su quest’ultimo punto i rappresentanti aziendali presenti avrebbero riferito alla proprietà ma per ora non è cambiato nulla: anche giovedì scorso il responsabile dello stabilimento Teghil, il rappresentante di Confindustria Rovigo, Beccati, e il commercialista Fugazza hanno confermato che la loro posizione non muta per nulla. L’unica concessione è la proposta di qualche soldo di incentivo per i licenziati e ovviamente non è così che si può risolvere questa situazione così delicata»:
«Ci siamo subito confrontati con i lavoratori e abbiamo avuto mandato per le nuove iniziative di lotta che dovremo attuare. Va ricordato che, in base alle norme, entro il 4 aprile si chiude la prima fase della vertenza, quella sindacale, poi si passerà alla seconda fase, quella istituzionale, e in questo caso la competenza è della Regione. Ma noi continueremo la lotta con decisione».
«Un incontro senza esito - dice Marco Balili del sindacato Slc-Cgil - perché l’azienda persiste rigidamente nel mantenere la propria posizione, ribadendo Piano industriale, esuberi, licenziamenti e negando di riconoscere gli ammortizzatori sociali. Dopo l’incontro di lunedì scorso ci era stato detto che su quest’ultimo punto i rappresentanti aziendali presenti avrebbero riferito alla proprietà ma per ora non è cambiato nulla: anche giovedì scorso il responsabile dello stabilimento Teghil, il rappresentante di Confindustria Rovigo, Beccati, e il commercialista Fugazza hanno confermato che la loro posizione non muta per nulla. L’unica concessione è la proposta di qualche soldo di incentivo per i licenziati e ovviamente non è così che si può risolvere questa situazione così delicata»:
«Ci siamo subito confrontati con i lavoratori e abbiamo avuto mandato per le nuove iniziative di lotta che dovremo attuare. Va ricordato che, in base alle norme, entro il 4 aprile si chiude la prima fase della vertenza, quella sindacale, poi si passerà alla seconda fase, quella istituzionale, e in questo caso la competenza è della Regione. Ma noi continueremo la lotta con decisione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
