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Gatto infastidisce i conigli: spara col fucile e lo uccide 

di Daniele Montanari
Gatto infastidisce i conigli: spara col fucile e lo uccide 

Sestola. Denunciato un 68enne per violenza sugli animali e porto abusivo d’armi I militari trovano la carcassa dell’animale chiusa in un sacchetto dentro al bidone

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SESTOLA. Ancora spari contro gli animali domestici in Appennino, e stavolta con una vittima. È successo lo scorso 15 marzo a Castellaro (Sestola), in un caseggiato di campagna lungo via Costa. Il 68enne R.F. ha preso il fucile da caccia e ha colpito dal cortile di casa sua un gattone randagio che stava passando nei campi. E l’ha ucciso. Ma il fatto è stato segnalato da un passante ai carabinieri di Sestola, che hanno individuato il responsabile e trovato l’animale morto chiuso in un sacchetto e gettato in un bidone della spazzatura. A rinvenirlo, lo stesso maresciallo Andrea Cosci, che lo ha poi portato in caserma quale fonte di prova: dalla carcassa infatti è stato estratto un pallino conficcato nella spalla destra. Il pensionato ha ammesso di essere stato lui a sparare, spiegando di averlo fatto perché il gattone lo infastidiva andando attorno alla gabbia dove tiene i suoi conigli, dando forse anche qualche zampata. Il che ovviamente non gli ha evitato una bella denuncia penale per uccisione di animali. Ma non è finita qui. Dagli accertamenti fatti è risultato che il fucile monocanna calibro 20 con cui ha sparato non era denunciato. E non si era trattato di una dimenticanza, ma di un tentativo di farla franca perché l’uomo non poteva tenerlo in casa in quanto sprovvisto di porto d’armi. Per questo è scattata nei suoi confronti una seconda denuncia penale per detenzione abusiva di armi. Ovviamente sequestrato il fucile, come pure le dieci cartucce dello stesso calibro rinvenute a seguito di perquisizione domiciliare. È il terzo caso di spari contro animali domestici in poche settimane in Appennino, e sicuramente il più grave perché ha condotto alla morte. Il primo si era verificato tra Natale e Capodanno a Montese, dove nel mirino di un 38enne erano finiti i due gatti del vicino, colpiti nelle zampe posteriori con una carabina (non da considerarsi arma). Ferite lievi in questo caso, tanto che il proprietario 75enne si accorse di quello che era successo (non era presente al momento degli spari) per lo zoppicare degli animali, causato da pallini ancora conficcati. L’altro episodio si era registrato il 20 gennaio a Lama, nella campagna di Piandellavalle, dove un 40enne aveva sparato, sempre con una carabina, al cane corso del vicino 48enne: due pallini estratti nel labbro e nell’addome, fortunatamente senza conseguenze. Qui fu lo stesso “sparatore” a presentarsi spontaneamente in caserma, ammettendo la propria responsabilità ma garantendo che non l’aveva fatto apposta.

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