«Imprese femminili in aumento e capaci di resistere alla crisi»
La ricerca “Imprendodonna” su Modena ha evidenziato anche l’esigenza di maggiori tutele sui luoghi di lavoro
2 MINUTI DI LETTURA
È stata presentata alla Camera di Commercio di Modena la ricerca “Imprendodonna”, sullo stato dell’imprenditoria femminile nella provincia modenese. La ricerca certifica una ripresa dell’attività d’impresa femminile registrando come, nel territorio del modenese, sia gestita da donne un’impresa su cinque. Nello specifico, ammontano a 13.942 le imprese gestite a maggioranza da donne al 31 dicembre scorso e il tasso di femminilità delle imprese modenesi è pari al 21,1% (24% in Italia, 20,7% Europa). Una tendenza con segno positivo che nel corso del 2016 rileva un incremento di 28 imprese, pari a un tasso di sviluppo del +0,2%, che dimostra come le imprese al femminile siano risultate, afferma Francesco Baruffi che con la Fondazione Democenter-Sipe ha coordinato la raccolta dati, «particolarmente resilienti - cioè capaci di resistere - rispetto agli shock della crisi economica e del terremoto».
I settori più “resilienti” e dinamici appaiono l'alloggio e ristorazione (+1,9%), seguiti dai servizi alle persone (+1,6%) e dal commercio all'ingrosso e al dettaglio (+0,4%).
Dati commentati positivamente da Morena Diazzi, d.g. attività produttive, commercio, turismo della Regione Emilia-Romagna, che afferma: «C’è una forte ripresa della partecipazione al mercato del lavoro ma rimane ancora molto da fare riguardo le aspettative e la difesa delle donne sul luogo del lavoro».
Proprio in questa direzione punta un nuovo protocollo sottoscritto tra le maggiori sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil) e associazioni datoriali (tra cui Legacoop Estense, Confagricoltura, oltre al Comune di Modena) per il contrasto alle molestie e alla violenza di genere nei luoghi di lavoro.
Il protocollo, firmato lo scorso 25 novembre e presentato giovedì scorso, mira a promuovere, tra le altre cose, una formazione dei quadri dirigenti volta a favorire maggiore consapevolezza del fenomeno e ridurre l’eventualità di molestie e violenza nei luoghi di lavoro nonchè la denuncia di comportamenti molesti e le successive procedure di sostegno delle vittime con reinserimento lavorativo e monitoraggio periodico del fenomeno.
Tamara Calzolari di Cgil commenta: «Questo protocollo è un enorme passo in aventi per il riconoscimento e la prevenzione di un fenomeno ancora troppo presente all’interno delle aziende del nostro territorio. Adesso - continua Calzolari - è fondamentale attivarci per non lasciare solo parole su carta e dare vita al protocollo con incontri nelle aziende per la sensibilizzazione nonché la diffusione di questionari per la denuncia di tali comportamenti». Molte le associazioni che hanno sostenuto la sottoscrizione del protocollo, come l’Associazione Gruppo Donne Giustizia che afferma quanto sia necessario continuare l’attività di contrasto a pratiche di mobbing e violenza sul luogo di lavoro tramite «una continua attività di formazione e informazione».
«La nostra associazione - ha detto la portavoce Lara Ferrari - ha offerto consulenza legale gratuita a circa duecento donne solo l’anno scorso».
Andrea Ancarani
I settori più “resilienti” e dinamici appaiono l'alloggio e ristorazione (+1,9%), seguiti dai servizi alle persone (+1,6%) e dal commercio all'ingrosso e al dettaglio (+0,4%).
Dati commentati positivamente da Morena Diazzi, d.g. attività produttive, commercio, turismo della Regione Emilia-Romagna, che afferma: «C’è una forte ripresa della partecipazione al mercato del lavoro ma rimane ancora molto da fare riguardo le aspettative e la difesa delle donne sul luogo del lavoro».
Proprio in questa direzione punta un nuovo protocollo sottoscritto tra le maggiori sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil) e associazioni datoriali (tra cui Legacoop Estense, Confagricoltura, oltre al Comune di Modena) per il contrasto alle molestie e alla violenza di genere nei luoghi di lavoro.
Il protocollo, firmato lo scorso 25 novembre e presentato giovedì scorso, mira a promuovere, tra le altre cose, una formazione dei quadri dirigenti volta a favorire maggiore consapevolezza del fenomeno e ridurre l’eventualità di molestie e violenza nei luoghi di lavoro nonchè la denuncia di comportamenti molesti e le successive procedure di sostegno delle vittime con reinserimento lavorativo e monitoraggio periodico del fenomeno.
Tamara Calzolari di Cgil commenta: «Questo protocollo è un enorme passo in aventi per il riconoscimento e la prevenzione di un fenomeno ancora troppo presente all’interno delle aziende del nostro territorio. Adesso - continua Calzolari - è fondamentale attivarci per non lasciare solo parole su carta e dare vita al protocollo con incontri nelle aziende per la sensibilizzazione nonché la diffusione di questionari per la denuncia di tali comportamenti». Molte le associazioni che hanno sostenuto la sottoscrizione del protocollo, come l’Associazione Gruppo Donne Giustizia che afferma quanto sia necessario continuare l’attività di contrasto a pratiche di mobbing e violenza sul luogo di lavoro tramite «una continua attività di formazione e informazione».
«La nostra associazione - ha detto la portavoce Lara Ferrari - ha offerto consulenza legale gratuita a circa duecento donne solo l’anno scorso».
Andrea Ancarani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
