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Modena sarà il laboratorio per auto a guida autonoma 

di Gabriele Farina
Modena sarà il laboratorio per auto a guida autonoma 

L’Università presenta i piani legati alla Superfacoltà per ingegneri dei motori Smart area nell’area ex-mercato per sviluppare veicoli elettrici e senza pilota

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MODENA. Modena diventerà un laboratorio per i veicoli del futuro. Saranno prodotti dai nostri colossi automobilistici e da ingegneri del territorio. L’unione sempre più stretta tra aziende e laureandi non è un mistero. Lunedì è stato lanciato a Bologna il progetto Motorvehicle University of Emilia Romagna. Il cuore pulsante sarà a Modena, la sede dell’Accademia internazionale per tecnologie avanzate in veicoli e motori altamente performanti.
Il nome completo è in inglese, così come i sei percorsi di studio di laurea magistrale in Ingegneria. La novità consiste nell’Automotive Smart Area che il Comune intende allestire ad hoc. La “International Academy” vede schierate ai nastri di partenza Modena e Reggio, Bologna, Parma e Ferrara. Tra i marchi ecco Ferrari, Maserati, Alfa Romeo, Lamborghini, Ducati, Dallara, Toro Rosso, Haas e Magneti Marelli (con un invito rivolto già a Pagani).
Dove? Si parla dell’area a nord della stazione, nell’area dell’ex-mercato bestiame - finanziata dal progetto sulle periferie del governo - compresa nel tratto di via Canaletto sud compreso tra gli incroci con le vie Finzi e Gramsci.
«Saremo pronti rapidamente, ma al di là del luogo - ha aggiunto Gian Carlo Muzzarelli - interessa il riconoscimento di Modena nel contesto internazionale e, soprattutto, dell’università di Modena, che diventa hub (perno) di un sistema di università che stanno lavorando insieme».
Il progetto, inserito nel nuovo Piano urbanistico generale, «avrà uno sviluppo futuro dall’autodromo di Modena - come ha aggiunto Muzzarelli - e poi trasformerà tutta la città in un centro per il veicolo elettrico». Qualche anticipazione in più l’hanno fornita i docenti Unimore. «La Smart Area è un progetto molto ambizioso - ha ripreso Francesco Leali, coordinatore dell’International Academy - che prevede di riservare un quartiere intero della città, appositamente predisposto e ristrutturato, alla verifica della capacità dei veicoli di nuova generazione di connettersi con il sistema esterno fino alla guida autonoma». «Il progetto s’interfaccia con una struttura da creare legata al mondo del settore automotive», ha aggiunto Paolo Pavan, anch’egli docente d’Ingegneria al dipartimento Enzo Ferrari. Si dovrà creare una rete di quinta generazione (5G) e alla piattaforma «parteciperà anche Ericsson». Gli esempi sono molti: nanotecnologie per correggere i rumori dei veicoli elettrici, telecamere che proiettano sul parabrezza immagini da sotto l’auto, sensori sullo stato di salute del guidatore… Temi poi affrontati nel corso di Advanced Automotive Electronic Engineering, il sesto percorso attivato dal prossimo anno accademico. Gli altri cinque riguardano il settore Advanced Automotive Engineering. Centocinquanta i posti complessivi, ad aprile la partenza dei bandi. «I contenuti dei corsi sono stati suggeriti dalle imprese - ha ricordato Leali - poi l’università ha voluto rendere il progetto coerente. I candidati saranno valutati da una commissione mista con rappresentanti delle imprese e degli atenei». Per i docenti, selezione severa e l’obiettivo di «arrivare al 30%» delle cattedre con tecnici delle imprese. Tra le novità Unimore 2017-18 un corso di laurea triennale in Ingegneria del Veicolo (in italiano) e una laurea magistrale in Innovation design ( con Ferrara).

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