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«Associazioni anti-Israele, il patrocinio è un errore» 

«Associazioni anti-Israele, il patrocinio è un errore» 

Federica Di Padova, consigliere Pd, contro la decisione del Comune di Modena: «Inutile dire che non è oneroso, non andava dato visto chi organizza e partecipa»

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«Il patrocinio del Comune di Modena a quel convegno è stato un errore». Parole di Federica Di Padova, consigliere Pd, che scaglia la sua freccia dopo giorni di polemiche dove Muzzarelli ha provato, senza riuscirci troppo a difendersi. L’oggetto del contendere è il convegno dal titolo “Legalizzazione delle colonie israeliane nei territori palestinesi”che si terrà martedì prossimo alle 20.30 nella sala Ulivi dell’Istituto Storico. I primi a battere un colpo sono stati in modo molto chiaro i rappresentanti delle comunità ebraiche. «Ritirate ogni forma di sostegno a quel convegno, che vede tra gli organizzatori anche Bds, movimento di boicottaggio che spicca da tempo per le sue violente posizioni di rancore anti-israeliano e anti-ebraico». Appello firmato da Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, e da Tiziana Ferrari, presidente della comunità ebraica di Modena, al sindaco modenese Gian Carlo Muzzarelli. Alla richiesta del ritiro di patrocinio, Muzzarelli ha giocato l’unica carta disponibile: «L’Amministrazione comunale precisa di avere accordato il patrocinio non oneroso».
Federica Di Padova non ci sta: «Il problema non è se il patrocinio è oneroso o no. Il problema è il patrocinio in sè. Il logo del Comune campeggia in quel volantino, questo è un dato di fatto. Stiamo parlando di un convegno su temi delicati dove prima di tutto manca il contradditorio e mancano figure esperte tra i relatori. Fare parte di associazioni non significa poter rappresentare posizioni in modo strutturato. Per non parlare del movimento Bds che figura tra i promotori. Modena non è mai stata antisemita, certo, qui non stiamo parlando di filopalestinesi o filoisraeliani: il Comune non può sostenere una associazione che boicotta Israele con posizioni di rancore verso il popolo ebraico».
Sempre ieri, sulla vicenda, anche l’Istituto Storico ha deciso di chiarire la sua posizione: «Semplicemente, come ricordato giá in altre simili occasioni legate all'utilizzo della Sala Ulivi per convegni, conferenze, volevamo e vogliamo ricordare che: l'iniziativa in oggetto non ha tra i suoi promotori l'Istituto storico di Modena; la sala Ulivi, dove si svolge l'iniziativa, non è la sede dell'Istituto storico; la sala Ulivi è solamente gestita dall'Istituto storico; le iniziative che vi si svolgono non presuppongono la condivisione o non condivisione dell'istituto; nello specifico, l'iniziativa in discussione, configurandosi come iniziativa sull'attualità politica internazionale, non rientrerebbe fra gli ambiti di intervento e di competenza statutaria dell'Istituto. È pertanto scorretto sia affermare che l'Istituto storico è coinvolto nell'iniziativa, sia sostenere che l'istituto storico si è dissociato dall'iniziativa». (d.b.)

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