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Assunti per il sisma, un esposto 

Assunti per il sisma, un esposto 

Le centinaia di interinali messi a lavorare nei Comuni. «Troppe stranezze, la Corte dei Conti verifichi»

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Un esposto anonimo, indirizzato alla Corte dei Conti e alla Prefettura di Modena per segnalare le presunte ambiguità - per non dire illegalità - dell’assunzione di centinaia di lavoratori interinali nella ricostruzione post sisma in Emilia.
Raccogliendo argomenti che già erano emersi nei dibattiti nei vari Comuni, c’è evidentemente chi chiede accertamenti super partes, dopo peraltro gli imbarazzanti episodi dei giorni scorsi (con mezzi scioperi dei diretti interessati, nell’incertezza del rinnovo del contratto) e dopo le relative assicurazioni.
In sostanza, invece di calare mano a mano che ci si allontanava dalla emergenza e che - a sentire molte istituzioni - il problema della ricostruzione è pressochè risolto, «la spesa per la somministrazione di lavoro ha avuto un aumento esponenziale dal 2012, fino al 2015. Così si è passati dalla cifra iniziale di 451mila euro a una cifra di 8 e passa milioni di euro, solo per i Comuni dell’Area Nord, come aveva peraltro confermato una risposta ad una interrogazione presentata. Ancora: i precari assunti dai Comuni erano meno nel 2015 rispetto al 2013, eppure risulta un aumento nella spesa.
Inoltre la questione che era già emersa in Consiglio comunale a Mirandola.
Ovvero che la metà del personale assunto nei comuni per l’emergenza post sisma non lavora come tecnico, ma con funzioni le più disparate, fino alla segreteria di un sindaco.
Al di là di questo, i profili di dubbia legittimità riguardano la pianta organica: era la Regione a pagare per dipendenti del Comune interinali, e di fatto assunti bypassando le regole dei concorsi previste per i dipendenti pubblici.
Scorrendo gli elenchi dei nomi, si leggono infatti quelli di parenti, amici, pubblicamente impegnati... Tanto che l’esposto parla di frode ai cittadini: «I soldi dell’emergenza usati per coprire posti di lavoro della ordinaria amministrazione.
Un problema controverso, è noto, ma che ad avviso di chi ha scritto l’esposto abbisogna di un vaglio anche della magistratura contabile.

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