Carpi, campane a festa per il Duomo restituito alla sua comunità
Venti cardinali e vescovi, 80 sacerdoti e migliaia di persone hanno celebrato il ritorno della Cattedrale Per tagliare il traguardo sono stati necessari 5 milioni, 1230 giorni di lavoro e 10 imprese all’opera
CARPI. Il ritorno a casa porta con sè la sensazione di calore, di famiglia, ristretta o allargata che sia. Soprattutto se arriva dopo un intenso periodo di vicissitudini, di ostacoli, non sempre semplici da affrontare, di fronte ai quali sono state necessarie tanta determinazione e tanta fiducia. C’era una profonda gioia, ieri mattina, negli occhi delle 1800 persone sedute dentro la Cattedrale dell’Assunta mentre, con il naso all’insù, ammiravano i raggi di luce filtrati dalla cupola.
La Cattedrale, sabato mattina, infatti, ha riaperto a cinque anni dal terremoto del 2012: sono stati necessari 1230 giorni per questo ritorno, 5 milioni e 100mila euro (4 e 400mila euro dati dalla Regione e il resto da fondi della Diocesi e da donatori) e 10 ditte al lavoro con una cinquantina di persone.
La cerimonia è cominciata con una processione partita dal Palazzo vescovile, rimesso “a nuovo” insieme alla Cattedrale. Il vescovo, Francesco Cavina, emozionatissimo, ha iniziato il cammino verso il Duomo “ritrovato” per la solenne d’inaugurazione avvenuta di lì a poco dentro l’edificio che ha mostrato tutta la sua accogliente imponenza. La messa è stata presieduta dal segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, insieme al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Genova, al cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, e al cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Tra i vescovi presenti, Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna, Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, e i vescovi emeriti di Carpi, Elio Tinti e Bassano Staffieri. In tutto, venti tra cardinali e vescovi con un’ottantina di sacerdoti concelebranti. Oltre ai 1800 partecipanti alla cerimonia, fedeli e non, seduti all’interno, altre ottocento persone erano assiepate fuori della Cattedrale.
Le navate del Duomo invece erano affollate di un variegato mosaico sociale composto anche da 55 fedeli arrivati con un pullman dalla diocesi di Cracovia, in Polonia. Alla destra dell’altare sono stati posizionati i disabili - 60 carrozzine e 200 tra portatori di handicap e accompagnatori - affinché potessero vedere agevolmente la cerimonia. Ed è stata consistente anche la macchina organizzativa che si è messa in moto: 160 i ragazzi appartenenti agli scout della zona di Carpi che hanno preso parte ai preparativi e dato il proprio sostegno allo svolgimento della giornata.
Grande ammirazione ha poi suscitato l’esibizione dell’Ensemble Symphony orchestra & choir, con la soprano Silvia Pantani, il contralto Cecilia Bagatin, il tenore Federico Bulletti, il basso Simone Simoni, il maestro del coro Paolo Biancalana e il direttore Giacomo Loprieno. L’orchestra ha intonato la messa di Mozart, facendo da sfondo al ritorno della statua dell’Assunta, accolta da una “pioggia” di petali di rose che hanno caratterizzato il momento con un’atmosfera quasi surreale. La statua è stata recuperata e ripulita; prima del 2015 era infatti in una nicchia all’interno del Duomo che non la salvava però da danneggiamenti. Attualmente il restauro non è ancora terminato e riprenderà nelle prossime settimane.
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