Gazzetta di Modena

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A Modena il motore del futuro

di Enrico Grazioli
A Modena il motore del futuro

“Il motore del 2000 sarà bello e lucente, sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato di metallo prezioso, avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina; lo potrà respirare un bambino o...

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MODENA. “Il motore del 2000 sarà bello e lucente, sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato di metallo prezioso, avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina; lo potrà respirare un bambino o una bambina. Ma secondo le nostre cognizioni nessuno ancora sa dire come può essere nella realtà il ragazzo del 2000”. Oggi che nel 2000 ci siamo abbondantemente, la profezia poetica di Roberto Roversi per Lucio Dalla resta attualissima.

E risuona particolare per Modena che, incerta nel ridefinire la propria identità, si aggrappa ancora una volta alle auto per immaginare un nuovo capitolo vincente della propria storia. Il progetto Motorvehicle che vede a braccetto le università emiliane avrà nell’Automotive Smart Area di Modena lo snodo pulsante: lì dove ora giace nell’abbandono l’ex mercato bestiame (forse, ma più sì che no) nascerà il laboratorio studio dell’auto intelligente, intelligente magari fino al punto di guidarsi da sola.

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Con un’intera fetta di città destinata a diventare terreno di prova della possibile coesistenza di questo tipo di veicoli con il resto del circolante. Sembra ancora un racconto futurista, un disegno immaginario e immaginifico intriso di dinamismo alla Boccioni, che oggi fa un po’ a pugni con l’attorcigliarsi di Modena intorno ai discreti fasti del recente passato, più evidente di ogni spinta alla ripresa. Ma il dado è tratto e in assenza di altre scelte strategiche segnerà comunque l’immagine e la sostanza del capoluogo, come della provincia.

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Contano molto, in questo scenario disegnato da atenei, imprese partner e Regione come collettore, i tempi di risposta e realizzazione di quanto Modena dovrà mettere a disposizione, a partire appunto dal luogo. Ma conta anche il contributo culturale in senso lato che questa terra è di nuovo chiamata a dare: quel plus valore di originalità, genius loci, imprevedibilità e coraggio che ha fatto la fortuna passata della nostra Motor Valley e di cui nessuna auto intelligente potrà fare a meno per nascere. Ma che va coltivato e stimolato, non solo atteso come un miracolo salvifico. Anche per rispondere a Roversi e Dalla: ora che si sa tutto di quel lucente motore del futuro, serve sempre una città capace di “disegnare il cuore di quel giovane uomo del futuro”.

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